‘Salute e ricerca, meglio una azienda unica’
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‘Salute e ricerca, meglio una azienda unica’

Domenico Ravetti rilancia l'idea di fondere Asl e Aso durante la discussione per istituire il Registro delle malattie oncologiche che ha avuto il via libera del Comune di Alessandria. Il progetto è importante, ma deve essere finanziato costantemente

Domenico Ravetti rilancia l'idea di fondere Asl e Aso durante la discussione per istituire il Registro delle malattie oncologiche che ha avuto il via libera del Comune di Alessandria. Il progetto è importante, ma deve essere finanziato costantemente

ALESSANDRIA  Il via libera del Comune di Alessandria alla creazione del Registro delle malattie oncologiche è un primo passo. Sicuramente utile e dall’alto valore sociale. Anche ambizioso. Ma da solo non basta. “Quella che interessa è l’utilità della ricerca, non fare una ricerca”. Domenico Ravetti, presidente della Commissione regionale Sanità, invitato alla Commissione consiliare Politiche sociali e sanitarie, guidata da Mariarosa Procopio, e convocata per i primi approfondimenti del percorso che dovrà portare alla istituzione del Registro, è andato dritto al nocciolo del problema. Sulla proposta è d’accordo, ma subito ricorda che questo strumento va inserito in un contesto territoriale più vasto (il bacino minimo deve essere quello provinciale) e in un quadro di azione che deve coinvolgere l’Asl Al, l’azienda ospedaliera, l’università, la Regione e quei soggetti che potrebbero finanziare la gestione del Registro (Fondazioni bancarie, imprese).

Se l’approvazione, unanime, della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle a firma dei consiglieri Di Filippo e Cammalleri, è stato il mattone fondamentale, l’avvio del percorso appare più complesso. Lo hanno detto chiaramente durante i lavori della Commissione, Massimo Desperati, direttore della Direzione medica dei Presidi dell’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’, Claudio Rabagliati e Roberta Buosi, rispettivamente responsabile dell’Epidemiologia e direttore dell’Oncologia medica dell’Asl Al. I dati “sono utili per analisi cliniche e per la medicina preventiva” però “limitarsi alla città di Alessandria non è sufficiente”. Il lavoro va fatto in modo professionale, è “dinamico nel tempo” e questo implica risorse continuative, oltre a un bacino ampio, superiore a trecentotrentamila abitanti che è la soglia minima, anche per aderire all’Associazione italiana dei registri tumori (Airtum) e alla collegata banca dati Itacan. “Solo così – è stato osservato – il modello consentirà di valutare in modo scientifico e validato l’andamento clinico”.

Asl Al e azienda ospedaliera sono pronte a fare la loro parte. E la politica? La domanda arriva dai banchi consiliari ed è rilanciata da Domenico Ravetti che subito indica alcuni scenari prioritari: la prevenzione, la diagnosi precoce, la cura e la continuità assistenziale. “Per fare lavorare meglio l’Asl e l’Aso mi chiedo, e rilancio il quesito, se nell’interesse della salute dei cittadini non sia arrivato il momento di discutere seriamente di una azienda unica per l’intero territorio provinciale. È una iniziativa complicata, ma possibile”. Una sola azienda non è poi una ipotesi che contrasta con il progetto di Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) cui sta guardando l’attuale azienda ospedaliera e la stessa Regione. “Anche se non vi sono strutture interaziendali o una realtà solamente dedicata alla ricerca – commenta Ravetti – Alessandria può contare sullo splendido lavoro che sta facendo la struttura ospedaliera che si occupa di sviluppo e promozione scientifica e la sempre più ampia collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale”.

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