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Carcere San Michele: “bene le proposte, ma chiediamo concretezza”
Il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria Sappe sull'emergenza a San Michele: "bene le proposte per superare le difficoltà legate alla mancanza di personale, ma chiediamo concretezza"
Il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria Sappe sull'emergenza a San Michele: "bene le proposte per superare le difficoltà legate alla mancanza di personale, ma chiediamo concretezza"
ALESSANDRIA – Non è una bocciatura ma una sorta di promozione condizionata quella del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, alle proposte emerse dall’incontro tra la direzione della casa di reclusione di San Michele e il provveditorato regionale.I sindacati denunciano da tempo una carenza cronica di personale di vigilanza a San Michele, condizione che sta creando difficoltà agli agenti, sottoposti, dicono dal Sappe, a turni di lavoro massacranti, con il rischio di non riuscire a garantire il servizio al quale sono preposti gli agenti.
Per questo motivo gli agenti avevano osservato una sorta di sciopero della fame, astenendosi dal consumare i pasti in mensa.
La scorsa settimana la direzione della casa di reclusione e il provveditorato Regionale si erano incontrati per trovare alcune soluzioni: nel breve periodo l’adozione di presidi tecnologici per aumentare la vigilanza “a distanza”, nel più lungo periodo l’arrivo di rinforzi, da altri istituti penitenziari.
“Bene le proposte, ma a questo punto noi chiediamo concretezza”, dice Vincente Santilli, segretario Sappe, presente all’incontro che si è tenuto ieri per illustrare ai sindacati le soluzioni individuate.
“A questo punto vorremo vedere qualcosa di concreto. Si parla di implementare la vigilanza tramite presidi elettronici. Ma quali e quante risorse ci sono?”
Altro punto: l’arrivo di personale da altri istituti. In prima battuta, la misure individuate ‘tamponano’ e non risolvono e, inoltre ” non sono stati indicati i criteri con i quali verranno dirottate risorse a San Michele”.
Tre guardie dovrebbero essere spostate dal vicino Don Soria, “tre persone su settanta che ne mancano sono una goccia. E, inoltre, non è che al Don Soria la situazione sia tanto migliore”.
Altri, una decina, potrebbero arrivare da Alba, “ma anche in questo caso – fa presente Santilli – non sono stati indicati i criteri con i quali verranno spostati gli agenti”.
Insomma, bene ma non troppo le soluzioni tampone individuate, sempre in attesa di veri e propri rinforzi, ossia nuove assunzioni.