Torna Abilitando, una delle vere eccellenze alessandrine
Migliorare la qualità della vita di persone con disabilità grazie alle innovazioni tecnologiche è la sfida che si pone l'organizzazione, pronta alla sua seconda fiera, ancor più ricca di stands e collaborazioni. Intanto cresce il rapporto con l'università e le grandi realtà dell'informatica mondiale: ecco il gioiello nato dal volontariato
Migliorare la qualità della vita di persone con disabilità grazie alle innovazioni tecnologiche è la sfida che si pone l'organizzazione, pronta alla sua seconda fiera, ancor più ricca di stands e collaborazioni. Intanto cresce il rapporto con l'università e le grandi realtà dell'informatica mondiale: ecco il gioiello nato dal volontariato
ALESSANDRIA – La prima edizione di Abilitando, nel 2015, è stata un successo stupefacente, in primo luogo per gli stessi organizzatori, “travolti” da un entusiasmo e una eco mediatica che non si aspettavano. Ora, a distanza di due anni, la fiera dedicata alla tecnologia al servizio delle persone con disabilità è pronta a tornare a Santa Croce, il complesso monumentale di Bosco Marengo che ha già ospitato la prima edizione. Abbiamo incontrato Paolo Robutti, il “papà” dell’iniziativa, per farci raccontare come ci si sta preparando al nuovo evento e quali iniziative sono state intraprese nel frattempo. Il 2016 è stato volutamente un anno di transizione perché siamo partiti nel 2015 con l’idea di realizzare l’evento non sapendo come sarebbe andato e il successo è stato oltre ogni aspettativa. Abbiamo scelto la cadenza biennale per tanti motivi, fra i quali il fatto che per parlare di innovazione tecnologica un lasso di tempo di due anni è adeguato, consentendo di presentare in effetti prodotti diversi e migliorati ripetto all’edizione precedente. Bisogna considerare che il settore della tecnologia legato alla disabilità sforna ancora prodotti con il contagocce. E poi il 2016 è servito per consolidare molti importanti rapporti.
Quali sono state le iniziative più importanti dell’anno appena passato?
Abilitando è stato accolto così bene che era praticamente impossibile rimanere fermi un anno, e le collaborazioni non sono mancate. Per esempio abbiamo lavorato molto con il Disit (Dipartimento di Scienze ed Innovazione Tecnologica) di Alessandria, ma il rapporto sinergico con l’Università Amedeo Avogadro non è stata l’unica nota lieta. Fin dall’inizio collaboriamo molto proficuamente con Ibm, che ha creduto molto in noi e con la quale abbiamo un rapporto di confronto ormai settimanale. Nel 2016 abbiamo dato vita a un workshop ad Alessandria per presentare in particolare Blumix, una innovativa piattaforma cloud Ibm per sviluppare App per i dispositivi mobile, facendo da tramite fra Ibm e l’Università. Si è così costruito un rapporto di conoscenza e confronto che si cercava da tempo ma non era ancora partito. E siamo ovviamente orgogliosi di questo. E’ bello che da piccole realtà possano nascere occasioni per far crescere gli studenti della facoltà di informatica e per coinvolgere direttamente i professori. Ibm è una delle realtà più attente sul fronte disabilità, con un team interno di 30 persone, composto tutto da ricercatori diversamente abili, che ha proprio l’obiettivo di pensare e sperimentare soluzioni tecnologiche che mitighino i problemi quotidiani, facilitando la vita.

Con il Disit in questi anni abbiamo sviluppato la versione 2.0 di GuidApp, che possiamo definire il primo vero e proprio prodotto realizzato interamente grazie ad Abilitando. Il progetto è nato per la mostra tenutasi ad Alessandria in occasione dell’iniziativa “Città della bici”, e abbiamo potuto sviluppare un navigatore che consentisse anche alle persone non vedenti di fruire della mostra. Mi occupo di non vedenti ormai da una decina di anni e quindi ho sviluppato una certa esperienza su come vengano utilizzati tablet e smartphone da queste persone. Con il nuovo navigatore è possibile fuire di una guida interattiva per essere accompagnati nella visita di mostre e musei. E’ piaciuta così tanto che abbiamo poi deciso di arricchirla anche di foto e prodotti multimediali così da renderla interessante anche per le persone normodotate. Ed è stata un successo. E’ forse uno dei pochi casi in cui, partendo da un prodotto pensato per persone con disabilità si fa il percorso inverso e lo si “adatta” poi per tutti.
Il grande motore di Abilitando è il volontariato. Come è possibile gestire tutto semplicemente nei ritagli di tempo?
E’ vero, siamo tutti volontari e siamo felici di esserlo. Quando c’è passione si ottengono a volte risultati inattesi. Ovviamente non è semplice, ma siamo orgogliosi dei passi avanti che si fanno, anche se ovviamente più risorse e più tempo a disposizione sarebbero graditi.

Fra le iniziative di cui siamo particolarmente soddisfatti c’è la nuova collaborazione con Apple, una realtà importante che non era presente nella prima edizione. Dopo l’evento legato ad Alessandria Città della Bicicletta abbiamo organizzato con l’Unione Italiana Ciechi e con l’Università, grazie all’impegno in particolare del prof. Massimo Canonico, un evento organizzato a Torino proprio con Apple, dedicato ai supporti tecnologici alle persone non vedenti. E’ stato un successo grandissimo, che ha sorpreso anche noi. In collaborazione con l’Università di Torino stiamo anche lavorando a un progetto per insegnare la matematica alle persone a chi è cieco, grazie anche a un finanziamento della Compagnia di San Paolo.
L’evento forse più grande del nostro 2016 è stato probabilmente il convegno realizzato con Ibm al Politecnico di Milano per parlare di Disability management, con più di 300 addetti ai lavori coinvolti e grandi realtà com Telecom fra i partecipanti. Ma collaboriamo anche con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica e con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, due realtà di primo piano nel panorama nazionale e non solo.

Devo dire che da parte dell’assessore Mauro Cattaneo e dal Disability manager Paola Testa il sostegno non è mai mancato, diciamo che fanno tutto ciò che possono. Anche il sindaco Rita Rossa è contenta e segue i nostri progressi con entusiamo, ritenendoci una bella realtà della città, da potenziare. Non ci sono stati messi a disposizione direttmente mezzi economici, ma siamo seguiti con costanza.
Quando, dove e come sarà l’edizione 2017?
Abbiamo fissato la data per la prima settimana di ottobre, ma il cammino da qui ad allora sarà impegnativo e i progetti da sviluppare sono tanti, quindi ci potranno essere ancora diversi aggiornamenti in corso. Puntiamo a un’edizione ancor più ricca rispetto al 2015, che riproporrà lo stesso format, con stands dove le persone potranno provare in prima persone le soluzioni tecnologiche più innovative e confrontarsi direttamente con gli sviluppatori. Fra le novità ci sarà anche la presenza dei FabLab, con uno spazio dedicato alle Università e a tutte quelle realtà che a vario livello si occupano di disabilità. Ad ospitarci sarà nuovamente il complesso di Santa Croce a Bosco Marengo, che è stato capace di supportarci al meglio durante la prima edizione. E’ una realtà architettonica splendida, che ora è interamente stata ristrutturata e merita di essere valorizzata.
Chiunque volesse avere maggiori informazioni o prendere contatto con l’organizzazione può visitare il sito www.abilitando.it o scrivere una mail all’indirizzo segreteria@abilitando.it