‘Adesso pensiamo alla piscina’
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‘Adesso pensiamo alla piscina’

Investimenti sportivi: il vicesindaco, Giancarlo Cattaneo, illustra gli interventi in programma. Ma su quello di Spinetta, il centro Quartieruzzi, cala il sipario della incertezza perché l'intervento era legato al Marengo Hub che non è stato finanziato

Investimenti sportivi: il vicesindaco, Giancarlo Cattaneo, illustra gli interventi in programma. Ma su quello di Spinetta, il centro Quartieruzzi, cala il sipario della incertezza perché l'intervento era legato al Marengo Hub che non è stato finanziato

ALESSANDRIA – Potrebbe essere definita la volata finale. Quella che porta al rinnovo del mandato amministrativo, ma anche al completamento di alcuni interventi che finora sono andati avanti con il classico contagocce a causa dei vincoli del dissesto. Però in questo caso la volata ha qualcosa di davvero sportivo e vede protagonista Giancarlo Cattaneo, vicesindaco, la delega all’impiantistica sportiva e una passione per la corsa amatoriale (appena può l’obiettivo medio è di sette chilometri al giorno). Lui non guarda al mese di maggio in termini elettorali, bensì come al limite temporale per risolvere alcuni problemi che potrebbero privare la collettività del pieno uso di strutture sportive pubbliche. Il primo è quello della piscina scoperta. Un impianto che dista poche decine di metri dal Palazzetto dello sport che invece è “perfettamente agibile dopo gli interventi che lo hanno rimesso a norma sotto ogni profilo”. La piscina, invece, è invece il pensiero maggiore. “In queste settimane – spiega Giancarlo Cattaneo – stiamo mettendo a punto un bando per la gestione della piscina. Il mio obiettivo è garantire la stagione per assicurare l’uso della struttura agli alessandrini. Il bando dovrebbe favorire una gestione che si faccia anche carico degli interventi necessari e che potrebbero essere svolti dal privato sulla base di precise condizioni che stiamo definendo”.

Dal Palazzetto dello sport e dalla piscina in zona Tanaro alla parte opposta della città, dove sorge il campo di atletica. “Nell’arco di un paio di mesi – assicura sempre Cattaneo – saranno completati gli interventi previsti sulla pista e procederemo con il primo lotto di lavori sugli spogliatoi per una spesa di circa centocinquantamila euro. Gli interventi da fare sono parecchi e per questo è stato deciso di sdoppiare il cantiere in due lotti. Nell’area sta poi anche procedendo il lavoro sul ‘pallone’ che prevede una prima parte di adeguamenti per la messa a norma che consentirà un iniziale accesso alla piccola tribuna che al termine dei lavori avrà un centinaio di posti a disposizione”.
Le strutture di competenza comunale finiscono qui, a parte il centro polisportivo Quartieruzzi a Spinetta Marengo. “In questa fase – parla sempre l’assessore all’impiantistica sportiva – lo stiamo temporaneamente gestendo dopo i problemi con il precedente affidamento. Ma per il Quartieruzzi è in vista un intervento di riqualificazione più strutturato grazie al Marengo Hub, il bando periferie che svilupperà l’azione fra Alessandria e Spinetta prevedendo interventi che mirano alla inclusione e fruizione sociali di luoghi pubblici, alla innovazione e alla cultura, oltre allo sport”. Parole pronunciate dal vicesindaco prima che sulla Gazzetta Ufficiale venisse pubblicata la graduatoria nazionale dei progetti. Nonostante la sbandierata fiducia del sindaco, Rita Rossa, la posizione di Alessandria non è andata oltre il posto numero 70. I primi progetti a ricevere risorse saranno quelli dalla prima posizione alla 24esima, con i 500 milioni messi sul piatto dalla Legge di Stabilità. Per tutti gli altri i finanziamenti arriveranno “con le risorse che saranno successivamente disponibili”. Se e quando, dunque non si sa. L’allora premier Matteo Renzi durante l’assemblea Anci dell’ottobre 2016 aveva parlato di altri 1,6 milioni per finanziare tutti i progetti presentati dai Comuni italiani. Un annuncio rimasto tale.

Le competenze dell’amministrazione comunale nell’ambito sportivo non vanno oltre (c’è anche lo stadio Moccagatta, ma è una storia a sé stante per gestione e caratteristiche tecniche) a queste strutture e alle azioni di promozione sportive che si traducono in sostegno di ‘buone pratiche’.
Sullo sfondo resta la massa di sportivi per hobby, quelli che amano correre nella zona degli argini (dove per ora il problema dell’accesso è stato risolto) e che ogni tanto scambiano le strade per piste di atletica, pensando per giunta che quelli fuori posto siano gli automobilisti. 

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