Libera interroga, Rossa risponde. E qualche carenza emerge
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
15 Gennaio 2017
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Libera interroga, Rossa risponde. E qualche carenza emerge

La sezione provinciale dell'associazione contro le mafie ha organizzato un audit per valutare quanto è stato rispettato degli impegni assunti cinque anni fa dal sindaco di Alessandria

La sezione provinciale dell'associazione contro le mafie ha organizzato un audit per valutare quanto è stato rispettato degli impegni assunti cinque anni fa dal sindaco di Alessandria

ALESSANDRIA – Un audit per valutare quanto è stato rispettato degli impegni assunti dal sindaco di Alessandria, Rita Rossa, con Libera. È sulle dieci domande, riproposte e approfondite (almeno quelle più legate all’attualità e alla gestione amministrativa, perché alcune erano datate e altre superate dalle normative) da un gruppo di giornalisti (moderati da Marco Ciani) che è ruotata la serata organizzata dal coordinamento provinciale di Libera Alessandria (il referente è Carlo Piccini, mentre per Alessandria è Augusta Cavigliasso) e ospitata nel salone di Cultura e Sviluppo, in piazza De Andrè 76.

“Nel merito – commentano i vertici dell’associazione conto le mafie – da sottolineare fin da subito alcune carenze tecniche emerse sulla piena accessibilità pubblica e trasparenza del sito internet del Comune (punto 5 di Al10) e la disponibilità del sindaco di valutare, con l’ufficio legale del Comune, la possibilità di costituirsi parte civile nei processi penali contro attività criminali di stampo mafioso (punto 3 di Al10), che dovessero confermarsi a seguito delle recenti operazioni condotte dalle forze dell’ordine sul territorio (in particolare Triangolo 2015, Alchemia e Arka di Noè 2016). Resta infine inteso che, a chiunque dovessere vincere le prossime elezioni amministrative del 2017, sarà richiesta analoga disponibilità al confronto partecipato”.
Aggiungono Piccini e Cavigliasso: “Le mafie si sono già radicate anche al nord da almeno vent’anni, con o senza grandi opere. Riteniamo quindi che, come Libera e in generale come cittadini appartenenti a una società responsabile, all’indispensabile componente politica rappresentativa, una società democratica che si dica convintamente antimafia debba necessariamente riscoprire anche la sua componente partecipativa. Per questo contiamo che il monitoraggio civico diventi, prima possibile, una cultura davvero diffusa e trasparente”.

 

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