Il “miracolo” di Gelindo: ogni anno gli spettatori aumentano
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Il “miracolo” di Gelindo: ogni anno gli spettatori aumentano

Sabato 14 e domenica 15 vanno in scena le ultime due repliche del Gelindo che da 92 anni ininterrottamente viene rappresentato ad Alessandria. Un piccolo miracolo: nonostante sia una commedia in dialetto, gli spettatori non mancano mai. "Ma per il ricambio degli attori..."

Sabato 14 e domenica 15 vanno in scena le ultime due repliche del Gelindo che da 92 anni ininterrottamente viene rappresentato ad Alessandria. Un piccolo miracolo: nonostante sia una commedia in dialetto, gli spettatori non mancano mai. "Ma per il ricambio degli attori..."

ALESSANDRIA – 92 anni di Gelindo e non sentirli. La Divota Cumedia in versione folk mandrogno viene rappresentata ininterrottamente senza conoscere crisi, anzi. Più passa il tempo e più gli spettatori affollano il Teatro San Francesco.

“Sembra quasi un miracolo di Natale”, spiega Fabio Bellinaso, uno dei due Gelindo, “A parte la businà iniziale lo spettacolo è sempre lo stesso, gli alessandrini sono sempre quelli, ma ad ogni edizione il numero degli spettatori aumenta, nonostante la commedia sia in dialetto alessandrino, lingua che i nostri giovani non parlano più. Ma è l’unica grande tradizione alessandrina e tanti ritornano dopo anni a rivederla”.

La Businà, il monologo ironico iniziale sui fatti di attualità locali e nazionali, è un lavoro di gruppo, frutto della sagacia di Bellinaso, Gigi Raiteri (l’altro Gelindo) e Mauro Caselli: “Durante l’anno ci annotiamo i fatti che potrebbero essere ricordati, ci annotiamo le battute migliori. Poi ci riuniamo e stendiamo la businà con i testi che abbiamo e confezioniamo i quindici minuti più attesi, proprio perché sempre diversi”. Bellinaso è legato alla commedia da una vita: “Sono cresciuto dai frati, all’oratorio. A 10 anni facevo l’angelo, poi il paggio e crescendo ho interpretato via via gli altri personaggi minori come il centurione, il re mago. Poi Medoro, e infine, da 20 anni sono uno dei due Gelindo”.

E che non si pensi che sia solo una roba da capelli bianchi: qualche giovane c’è sempre in sala, magari incuriosito dai racconti nei nonni: “Si fanno tradurre da qualcuno di fianco a loro, però. Purtroppo il dialetto si sta lentamente perdendo. I ragazzi della compagnia imparano a memoria una parte come fosse una lingua straniera e nulla più”.

La speranza di Bellinaso è di arrivare a fare Gelindo per la centesima edizione: “Avrò sessant’anni, sarebbe una bella soddisfazione. Il problema è il ricambio generazionale”. Se ne parlerà tra un paio d’anni, intanto i casting per un nuovo Gelindo sono aperti…

 

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