Cave Clara e Buona: “prescrizioni non rispettate, come il muro di protezione”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
14 Gennaio 2017
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Cave Clara e Buona: “prescrizioni non rispettate, come il muro di protezione”

A tornare sulla questione è il Movimento 5 Stelle con una interpellanza all'amministrazione comunale. Tra le principali preoccupazioni ci sono i lavori di protezione della sponda del lago di cava "che sono appena iniziati, mentre i conferimenti vanno avanti da mesi. Se non sono state rispettate le prescrizioni, non sarà il caso di sospendere le autorizzazioni?"

A tornare sulla questione è il Movimento 5 Stelle con una interpellanza all'amministrazione comunale. Tra le principali preoccupazioni ci sono i lavori di protezione della sponda del lago di cava "che sono appena iniziati, mentre i conferimenti vanno avanti da mesi. Se non sono state rispettate le prescrizioni, non sarà il caso di sospendere le autorizzazioni?"

ALESSANDRIA – E’ passato ormai più di un anno, durante l’ultimo incontro della Conferenza dei Servizi per la messa in sicurezza idraulica e recupero ambientale dell’ex area di cava in località Cascina Clara e Buona del Comune di Alessandria, da quando alla ditta che gestisce le cave erano state date precise e puntuali prescrizioni sia generali che tecniche. “A distanza di un anno però, a seguito di alcuni sopralluoghi effettuati, possiamo affermare con sicurezza che parecchie prescrizioni non siano state rispettate. Tra queste prescrizioni disattese vi è anche la realizzazione di una difesa spondale del lago di cava, come testimoniano le immagini che abbiamo scattato nella giornata del 12 gennaio 2017”.

A verificare i lavori sono stati i 5 stelli che hanno deciso di tornare su questa dibattuta questione con una interpellanza rivolta al sindaco e all’amministrazione comunale. “Dalle fotografie si può chiaramente vedere che questi lavori sono a malapena iniziati, nonostante si tratti di un’opera di estrema importanza per garantire la sicurezza di tutti i cittadini” proseguono i pentastellati. Il compito di questo “muro”, infatti, “dovrebbe essere quello di proteggere dalla potenza delle esondazioni lo smarino (contenente amianto, schiumogeni e sostanze chimiche) conferito nella cava ed evitare che il fiume Bormida lo trascini via”. Ma i conferimenti sono iniziati mesi fa, ad agosto, ben prima che iniziassero i lavori di messa in sicurezza.

“A questo punto la domanda più che lecita è: chi deve fare i controlli per verificare il rispetto delle prescrizioni? Crediamo che, in questa situazione di rischio – concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle nella figura del presidente, Andrea Cammalleri – sia il caso che il sindaco revochi l’autorizzazione al conferimento dello smarino nella cava del Cristo ubicata a soli 10 metri dal fiume e a poco più di un chilometro dai pozzi che riforniscono il nostro acquedotto”.

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