Eroina ‘torinese’ pericolosa: il rischio è l’overdose. Avviso al Ser.T.
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Eroina ‘torinese’ pericolosa: il rischio è l’overdose. Avviso al Ser.T.

Per fortuna non si segnalano situazioni problematiche ad Alessandria, ma con il diffondersi del consumo di eroina potrebbero aumentare anche i rischi, soprattutto per chi la assume in vena. Nonostante la qualità, sulla piazza alessandrina, sia bassa

Per fortuna non si segnalano situazioni problematiche ad Alessandria, ma con il diffondersi del consumo di eroina potrebbero aumentare anche i rischi, soprattutto per chi la assume in vena. Nonostante la qualità, sulla piazza alessandrina, sia bassa

ALESSANDRIA –  Rischio overdose per l’eroina troppo potente, anche ad Alessandria? L’avviso apparso sulla bacheca del Ser.T potrebbe destare preoccupazione, visto che si fa riferimento ad un campione analizzato a Torino, un paio di mesi fa. E’ del tipo ‘white’, con una concentrazione eccessiva di principio attivo (25%), molto elevata per gli standard qualitativi locali, tali da causare problemi, una volta assunta in vena.

Sul cartello si legge che “il grado di pericolosità è elevato per la significativa percentuale di eroina rispetto alla media di quella che si trova sulla piazza torinese, idonea a produrre una overdose“.

Se l’avviso è di prassi – i medici monitorano con attenzione tutti i moniti dell’Osservatorio Mondiale della Sanità, quello che arriva dal capoluogo piemontese può destare più preoccupazione, dal momento che negli anni passati i morti di overdose a Torino sono stati diversi.
 
Il Servizio Tossicodipendenze, per fortuna, non segnala particolari criticità nè, per ora, la presenza effettiva di quel tipo di sostanza. Ma la guardia resta alta, anche perché il consumo di eroina è in aumento.

Di solito, ad ogni passaggio di mano tra spacciatori la dose viene tagliata e moltiplicata con conseguente perdita di effetto (business is business). Il risultato è che ad Alessandria pare giri eroina di bassa qualità (anche i tossici si lamentano, ndr), sia per chi si fa una pera, sia per chi ne sniffa i vapori (pratica solitamente più diffusa tra i drogati del Nord Africa, abituati a fumare le sostanze).

 

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