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L’anno dei Poliambulatori e della ricerca
La svolta del 2017 per l'ospedale di Alessandria, dalla 'normale' riorganizzazione dei servizi alle frontiere internazionali insieme all'Università del Piemonte Orientale
La svolta del 2017 per l'ospedale di Alessandria, dalla 'normale' riorganizzazione dei servizi alle frontiere internazionali insieme all'Università del Piemonte Orientale
ALESSANDRIA – Quello che si apre è un anno di svolta per l’ospedale di Alessandria. Lo è perché la ricerca (insieme all’Università del Piemonte Orientale per prima) e l’innovazione porteranno svolte significative grazie a progetti avanzati e internazionali come quello sul mesotelioma, lo è perché l’ordinaria amministrazione della cura si sta progressivamente su quella normalità che per molti anni è mancata all’interno delle mura della struttura alessandrina. La novità è quella del Poliambulatorio che ha finalmente aperto a piano terra del monoblocco, all’altezza dell’ingresso del Pronto Soccorso. Si chiama ‘Santa Caterina e ospita diverse specialità. Le prime a essere attivate sono state quelle di Neurologia, Reumatologia, Neurochirurgia, Ortopedia. Quindi toccherà a Chirurgia generale, Chirurgia plastica, Malattie del fegato, Fisiopatologia digestiva, Medicina generale, Medicina d’urgenza, Endocrinologia. Nella prima settimana (dal 12 al 20 dicembre) sono stati 320 i pazienti che sono stati ricevuti nei sei locali ristrutturati (il settimo è riservato agli infermieri e al magazzino). A fronte di un investimento molto contenuto (arredi e piccoli interventi per adeguare gli spazi, pari a una cifra che non raggiunge i quarantamila euro) in termini economici, ma molto impegnativo sul piano culturale perché ha rotto vecchi schemi e gestioni tutte interne ai reparti, l’apertura del Poliambulatorio significa anche risparmio di personale che per gli infermieri si traduce in sette – otto persone che verranno riassegnate in altri reparti. Anche il personale amministrativo è ridotto di numero grazie alla gestione dei flussi e delle prestazioni totalmente informatizzata. Ad accogliere i pazienti c’è una sala di attesa con un totem per la prenotare la visita e lo schermo con le informazioni sulle attese per le singole prestazioni. Il servizio si svolge dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 e sarà aperto anche il sabato mattina. Tutte le prenotazioni sono centralizzate attraverso il Cup, il centro unico di prenotazione. Il coordinamento del personale infermieristico è affidato ad Antonia Vecchio che conferma il valore strategico di una realtà ambulatoriale omogenea che consente di gestire in modo organico dall’interno tutte le specialità, mentre i pazienti significa certezza degli appuntamenti.

La nascita del polo ambulatoriale ‘a bassa intensità’, dove il rapporto medico e paziente è diretto (senza avere bisogno di attrezzature specialistiche) è il primo passo di una riorganizzazione di servizi e spazi destinata a cambiare in modo significativo l’attività di molti reparti. La revisione radicale della Riabilitazione funzionale ha infatti permesso di liberare altri spazi all’interno dell’ospedale che fra un mese circa saranno pronti per accogliere un secondo Poliambulatorio strumentale ‘ad alta complessità’ con attrezzature e apparecchiature e un Day Hospital medico. Complessivamente su un’area di circa settecento metri quadrati, nella zona della Palazzina Fiandesio, troveranno posto le specialità ambulatoriali complesse di Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Fisiopatologia respiratoria, Allergologia, Cardiologia.
L’ultimo intervento di riorganizzazione degli spazi riguarderà la concentrazione all’interno del ‘Gardella’ di tutta l’attività libero professionale.
La presentazione del progetto mesotelioma, la firma del protocollo di collaborazione fra il Disit (Dipartimento di scienze e innovazione tecnologica dell’Università del Piemonte Orientale) e l’azienda ospedaliera ‘Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo’, il ruolo dei pazienti nella ricerca, i lavori pubblicati dai professionisti: sono i grandi capitoli intorno ai quali si sta sviluppando l’attività che ha trovato una prima, importante, sintesi durante la ‘Giornata della ricerca’ promossa da ospedale e Ateneo. E non sono mancate le novità, come il corso di laurea in Medicina. Il responsabile della Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale, Giorgio Bellomo, ha confermato che “si sta lavorando su questa idea” che “potrebbe essere possibile realizzare insieme all’azienda ospedaliera”. I tempi però non sono apparentemente rapidi, come forse poteva apparire alla parole del primo cittadino. Sono infatti necessari come minimo due anni di lavoro, ma soprattutto e innanzitutto l’intesa con la Regione Piemonte perché per istituire un corso di laurea non basta la volontà dell’Ateneo.

Il progetto mesotelioma, approvato e finanziato, ha come obiettivo “identificare nuovi farmaci e combinazioni di farmaci utilizzando una grande varietà di modelli sperimentali preclinici col fine ultimo di realizzare una sperimentazione clinica su strati di popolazione caratterizzati dal punto di vista genetico che renda massima la probabilità di successo poiché guidata da una caratterizzazione biologica e farmacologica”. Sono i diversi aspetti di quello che si annuncia come uno dei più complessi e originali percorsi di ricerca a livello internazionale.