Aggredito e derubato dopo un incontro “a pagamento”: due persone denunciate
Lesioni personali aggravate, minaccia e furto: questi i reati per i quali sono stati denunciati due coinquilini dopo l'aggressione avvenuta in via Tortona
Lesioni personali aggravate, minaccia e furto: questi i reati per i quali sono stati denunciati due coinquilini dopo l'aggressione avvenuta in via Tortona
ALESSANDRIA – La Polizia ha denunciato, in stato di libertà, C.A. e M.H.Y., rispettivamente di 43 e 40 anni, responsabili in concorso dei reati di lesioni personali aggravate, minaccia e furto, e il 43enne anche di possesso di documenti di identificazione falsi. La mattina del 18 dicembre gli agenti, percorrendo via Tortona, sono stati avvicinati da una persona la quale ha detto che, nelle immediate vicinanze, vi era un individuo che chiedeva aiuto, riverso in terra all’interno di uno stabile. Lo stesso fatto è stato contemporaneamente segnalato agli agenti della Sezione Volanti, dalla Sala Operativa, la quale ha comunicato l’intervento del 118 per le cure del caso.
Giunti sul posto, gli agenti hanno constatato che, dinanzi all’ingresso dello stabile, giaceva, riverso in terra, un uomo che presentava diverse escoriazioni al volto e allo zigomo sinistro con un’evidente fuoriuscita di sangue. L’uomo, alle domande degli agenti, nonostante le precarie condizioni fisiche in cui si trovava, è riuscito a spiegare di aver appena avuto una lite, indicando l’abitazione all’interno della quale gli agenti avrebbero potuto trovare le persone coinvolte. Dopo diversi tentativi, gli agenti sono riusciti a farsi aprire la porta e hanno identificato le persone presenti.
All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti numerosi oggetti fallici e preservativi, oltre a diversi indumenti intimi femminili in camera da letto dove una luce soffusa rossa contribuiva a completare l’atmosfera creata per ricevere clienti per consumare rapporti sessuali. In effetti, C.A. ha spiegato di fornire prestazioni sessuali come transessuale. All’interno dell’abitazione sono state rinvenute anche alcune suppellettili, quali vasi e lampade in terra e cocci rotti, segno evidente che si era consumata poco prima una colluttazione.
L’uomo che ha chiesto aiuto, un 40enne residente a Casale Monferrato, da una prima ricostruzione dei fatti, avrebbe contattato, attraverso un sito on line, C.A., per consumare un rapporto sessuale, concordando una somma di 300 euro per tutta la notte, fino alle 6 del mattino. Avrebbe poi raggiunto l’abitazione portando con sé birra e cocaina, dando vita ad una vera e propria “festa”, consumando l’alcool e la droga che aveva con sé e ballando insieme al transessuale e alla donna. Giunto l’orario concordato, non pago, avrebbe richiesto, a dire dei due coinquilini, un ulteriore rapporto sessuale, rifiutando di uscire dall’alloggio e mordendo alla mano destra C.A. che ha tentato di metterlo alla porta e, per difendersi, gli avrebbe sferrato un pugno.
Il “cliente” ha invece fornito una dichiarazione in parte diversa: avrebbe, cioè, lasciato all’interno della giacca del giubbotto la somma di circa 900 euro ma una volta uscito dall’appartamento, verso le prime ore dell’alba, si sarebbe accorto che il denaro era sparito. A quel punto, per recuperarla, avrebbe finto di voler proseguire la serata, ritornando all’abitazione, ma senza riuscire, in un primo momento, ad entrare. Solo dopo un considerevole lasso di tempo, l’uomo è riuscito a farsi aprire per chiedere la restituzione del denaro, ma, contrariamente alle aspettative, non solo non gli sono stati restituiti i soldi sottrattigli, ma è stato anche minacciato con un coltello ed aggredito con calci e pugni.
Gli agenti della Polizia di Stato, giunti sul posto, hanno proceduto alla perquisizione domiciliare e personale: nell’armadio della camera da letto è stato rinvenuto il portafogli con all’interno i documenti intestati a C.A. e la somma di 1.150 euro, un passaporto rilasciato dalle Autorità della Repubblica del Costa Rica riportante il doppio cognome e una diversa data di nascita e all’interno della cucina, sul piano di cottura, un coltello della lunghezza di 20 centimetri, presumibilmente utilizzato per minacciare e spaventare l’uomo. La donna, invece, celava all’interno del reggiseno da lei indossato, una banconota da 50 euro.
Il denaro, il coltello e il documento falso sono stati sottoposti a sequestro e i due sono stati denunciati per i reati di furto, lesioni aggravate dall’uso delle armi e possesso di documenti falsi.