Alessandria ha reso omaggio agli eroi di Marassi. Di Masi: “Commosso e orgoglioso”
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Alessandro Francini  
19 Dicembre 2015
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Alessandria ha reso omaggio agli eroi di Marassi. Di Masi: “Commosso e orgoglioso”

Nella mattinata di ieri, venerdì 18, a nome di tutta la città Rita Rossa ha ringraziato il presidente Luca Di Masi, mister Gregucci e la squadra, rappresentata dal capitano Santiago Morero, per lo straordinario traguardo sin qui raggiunto in Coppa Italia. Annunciato un investimento di più di un milione di euro per ristrutturare il "Moccagatta"

Nella mattinata di ieri, venerdì 18, a nome di tutta la città Rita Rossa ha ringraziato il presidente Luca Di Masi, mister Gregucci e la squadra, rappresentata dal capitano Santiago Morero, per lo straordinario traguardo sin qui raggiunto in Coppa Italia. Annunciato un investimento di più di un milione di euro per ristrutturare il "Moccagatta"

ALESSANDRIA – Un’intera città che vuole rendere omaggio alla sua squadra. Per farlo in via ufficiale nella mattinata di ieri, venerdì 18, nella Sala Giunta del Comune, il sindaco Rita Rossa ha ricevuto il presidente Luca Di Masi, mister Angelo Gregucci, il direttore sportivo Giuseppe Magalini e il capitano Santiago Morero. L’entusiasmo per le due incredibili vittorie in Coppa Italia con Palermo e Genoa non ha contagiato solo gli appassionati di calcio ma anche coloro che di questo sport, della Coppa Italia o dell’Alessandria sanno davvero poco. L’impresa dei Grigi, infatti, va al di là dei soli meriti sportivi. Da molti, questo piccolo grande sogno, viene visto soprattutto come un’occasione che dà lustro e riscatto ad una comunità da troppo tempo alle prese con dissesti finanziari, delusioni e problemi di varia natura, che hanno lasciato davvero poco spazio ad esaltazioni o compiacimenti collettivi.

“Ho voluto fortemente questo incontro nella casa di tutti gli alessandrini per dire grazie alla squadra, alla società e allo staff tecnico. – ha dichiarato il Sindaco – Grazie anche ai tifosi, che ogni volta che intonano un coro per la squadra dimostrano amore anche per la città. Alessandria ha bisogno di crederci e di scommettere sul proprio orgoglio, sulla capacità di creare qualcosa di positivo nel futuro. L’impresa di Marassi è stata la gioia di tutti gli alessandrini. Ho visto gente versare lacrime di gioia, è stato un gran momento di felicità condivisa che ha annullato qualsiasi divisione di parte”. In certe occasioni il rischio è sempre quello di cadere nella retorica ma la verità, ed è una verità che si può ascoltare passeggiando per le vie del centro, è che dal giorno dopo Genoa-Alessandria i Grigi sono per davvero sulla bocca di tutti. “L’hai vista la partita?” , piuttosto che “A Genova c’eri anche tu?”, oppure un più confuso “Ma l’Alessandria ha vinto la Coppa Italia contro il Genoa?”. Insomma, dall’appassionato di calcio, al commerciante, dai pensionati al tavolo di un bar, al gruppo di ragazzini che passeggia in Corso Roma, dalla casalinga che scambia due chiacchiere con il fruttivendolo, ai colleghi di lavoro che sentenziano sul migliore in campo, l’Alessandria, perlomeno da una ventina di giorni a questa parte, non è più soltanto roba da tifosi ma riguarda tutti gli alessandrini.

Esaltante la cavalcata in Coppa Italia, ma nessuno dimentica che il vero obiettivo è un altro. “Tra qualche giorno definiremo l’accordo di convenzione per lo stadio, per il quale il Comune investirà 1 milione e 100 mila euro, 500 mila euro subito e i restanti 600 mila dilazionati negli anni, per un lavoro che sia di concerto con la società”. Investimenti che fanno capire quanto sia forte l’intenzione di raggiungere la tanto agognata promozione nella categoria cadetta. La conferma di tale accordo arriva anche dal presidente Di Masi. “La prossima settimana ci incontreremo con l’amministrazione per concordare la convenzione. Il “Moccagatta” ha bisogno di modifiche strutturali e di lavori di manutenzione, non soltanto nell’ottica di un eventuale salto di categoria ma anche perché certi interventi sono ormai indispensabili”. Un Luca Di Masi visibilmente disteso, consapevole di aver reso possibile un’impresa fino a poco tempo fa praticamente inimmaginabile. “Essere riuscito a trasmettere emozioni intense alle persone è la cosa che, di tutta questa esperienza, mi sta dando particolare orgoglio. Mi ritengo una persona positiva, che cerca sempre di guardare avanti. Abbiamo scritto una meravigliosa pagina della storia grigia, ma ora dobbiamo subito concentrarci su domenica, perché il campionato è il nostro impegno principale. Ad ogni modo, a nome della società, voglio ringraziare l’amministrazione e la cittadinanza per tutta questa riconoscenza che mi emoziona e mi commuove”.

L’ultimo a prendere la parola è mister Gregucci, il vero condottiero dell’armata che ha conquistato Marassi. Da calciatore rimasto nei cuori dei tifosi per la carica che riversava in campo, ora, da allenatore, è praticamente un idolo. “Sono arrivato qui ad Alessandria che ero uno sbarbato, sono andato via con la parvenza di un uomo. Qui ho conservato tante amicizie, che ho coltivato nel corso degli anni. – ha ricordato il mister – Questi ragazzi hanno rappresentato al meglio la città e il territorio. Cerco sempre di insegnare ai miei giocatori i valori morali di una squadra di calcio. Chi ha scritto la storia nel calcio non ha mai giocato semplicemente una partita, ha sempre fatto qualcosa in più, e spesso questo ha significato aver compreso il proprio senso di appartenenza. I miei giocatori sono riusciti a trasmettere emozioni e a far piangere qualcuno non per aver raggiunto i quarti di finale o per essere riusciti a battere il Genoa, ma per quello che hanno dimostrato in campo. Il gol preso al 93′ avrebbe messo qualsiasi squadra in ginocchio, ma negli ultimi 30′ questi ragazzi, come un bell’esercito con ferrei valori morali, hanno cominciato a combattere mettendo in secondo piano qualsiasi tipo di aspetto tecnico-tattico”.
Alla fine per il mister e per tutta l’Alessandria scatta un lungo e sincero applauso, qualcuno si alza in piedi, altri invocano il nome del mister, qualcun’altro si lascia andare ai cori da stadio. Ad Alessandria si sta vivendo un bel sogno, dal quale non nessuno vuole essere svegliato.

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