Qualità dell’aria: “si sta peggio”. Ad incidere è anche il clima
Commissione Sicurezza e Ambiente sulla qualità dell'aria di Alessandria. "A parità di fattori inquinanti - quindi traffico, riscaldamento, insediamenti industriali - è il meteo ad incidere". Superamenti dei limiti di 50 mg/m3: il limite è 35 volte l'anno, "noi siamo a 66 superamenti". E andrà sempre peggio...
Commissione Sicurezza e Ambiente sulla qualità dell'aria di Alessandria. "A parità di fattori inquinanti - quindi traffico, riscaldamento, insediamenti industriali - è il meteo ad incidere". Superamenti dei limiti di 50 mg/m3: il limite è 35 volte l'anno, "noi siamo a 66 superamenti". E andrà sempre peggio...
ALESSANDRIA – Una qualità dell’aria in città in continuo peggioramento. Questa è in sintesi la fotografia scattata da Alberto Maffiotti di Arpa e dai tecnici che si occupano dei rilevamenti degli agenti inquinanti in atmosfera (Pm10 e Pm5). Ma come mai, considerando lo stesso periodo dell’anno, quello invernale, si sta sempre peggio? Oltre ai fattori inquinanti quali il traffico che incide per un 30%, il riscaldamento per un altro 30% e il restante 35-40% determinato dalla componente industriale e agricola, la Pianura padana e quindi l’alessandrino deve fare sempre più i conti con un “tempo che cambia”. Una delle variabili che incide fortemente è proprio quella climatica e meteorologica: “oggi siamo al tempo degli estremi – spiega il direttore di Arpa alla commissione consiliare Sicurezza e Ambiente- tanto caldo e poi tanto freddo, niente pioggia e poi troppa pioggia”.
Dai dati forniti novembre è risultato essere il mese più caldo dell’intera stagione storica, dal 1958, segnando un +3,8° rispetto alle medie stagionali. E le precipitazioni che aiutano a smaltire i fattori inquinanti nell’aria? “Scarse, quasi nulle”. Si sono registrati in questi mesi solo 8 mm di pioggia, che significa un -89% della piovosità in questi ultimi mesi dell’anno. “Tutto questo fa incrementare l’inquinamento nell’aria”. E così i dati raccolti nella stazione definita di traffico, quella in piazza D’Annunzio registrano un 39 mg/m3 (quando il massimo è 40 mg/m3, quindi si è vicini allo sforamento) e 33 mg/m3 è il valore della stazione che si trova vicino all’Istituto Volta, definita “di fondo”. Il limite di sforamento all’anno imposto per legge è di 35 giorni: “noi siamo già a 66”. Pochi sono quindi i giorni di tregua: la data peggiore fino ad oggi è quella del 30 novembre che ha registrato un dato pari a 110 mg/m3.
Ovviamente anche l’area territoriale comporta delle implicazioni: “Torino arriva in questi giorni a superare i 100 mg/m3. La maggiore densità abitativa della Regione Piemonte sarà anche quella dove si concentrano maggiori inquinanti e dove quindi si superano i limiti di 50 mg/m3”. La presenza poi di aree di rilevamento più “ampie” e aperte, vicine al verde e con più o meno traffico veicolare fanno la differenza. Così se la centralina del Volta registra un valore medio di 18 mg/m3 annui, quella vicino al Cavalcavia ha un valore medio doppio, di 36 mg/m3.
