Un’impresa storica
C'era anche "Materia grigia" tra le migliaia di tifosi al seguito della squadra di Gregucci nella trionfale trasferta a Marassi. Una gara indimenticabile, che porta l'Alessandria ai quarti di finale di Coppa Italia. E il sogno non è ancora finito: ora la sfida allo Spezia (passando per l'insidiosa gara di Reggio Emilia)
C'era anche "Materia grigia" tra le migliaia di tifosi al seguito della squadra di Gregucci nella trionfale trasferta a Marassi. Una gara indimenticabile, che porta l'Alessandria ai quarti di finale di Coppa Italia. E il sogno non è ancora finito: ora la sfida allo Spezia (passando per l'insidiosa gara di Reggio Emilia)
MATERIA GRIGIA – Accade talvolta che una strana afasia colga anche chi ha una certa dimestichezza con l’uso della parola, scritta sulla carta o pronunciata davanti a un pubblico. È successo anche a noi martedì sera dopo la gara di Coppa Italia disputata a Marassi tra il Genoa e l’Alessandria. Una partita epica, che ha portato la squadra di mister Gregucci ai quarti di finale, dove nessuna compagine di terza serie (la C di allora e la Lega Pro di oggi) approdava da più di trent’anni. Migliaia i tifosi grigi giunti al Luigi Ferraris. Una festa di sport, in uno stadio bellissimo e contro una squadra ricca di storia e di fascino, con una tifoseria fantastica gemellata da decenni con quella alessandrina. Nessuna tensione, tanti giovani e giovanissimi, un clima di gioia e di condivisione sui pullman (dal tradizionale punto di ritrovo in piazza Perosi ne sono partiti più di venti!), fuori dallo stadio e sugli spalti, con il settore ospiti colorato di grigio e un entusiasmo alle stelle, più che naturale in chi da sempre attende un’occasione come questa. E alla fine arriva – inaspettata, sofferta e meravigliosa – una nuova, storica vittoria contro una squadra di serie A (dopo il Palermo di Zamparini, il Genoa di un altro personaggio un po’ sopra alle righe come Enrico Preziosi). Una gioia grandissima, e di fatto indescrivibile. Letteralmente, non troviamo parole adeguate ad esprimere lo stato d’animo che ci pervade dopo l’urlo liberatorio al fischio finale del signor Banti (arbitraggio un po’ casalingo, invero, ma alla fine si perdona tutto).

Continua anche il sogno iniziato quest’estate con l’Altovicentino nel primo turno preliminare. Siamo ancora in corsa, siamo ancora qui. E ora ci attende lo Spezia, che ha sorprendentemente eliminato ai calci di rigore la spenta e apatica Roma di Rudi Garcia. Dopo Marassi, pensavamo di andare all’Olimpico, il mitico stadio della città eterna, e invece andremo al “Picco” di La Spezia, dove ci attenderà una tifoseria ostile e una compagine di B guidata sapientemente da Mimmo Di Carlo, che si giocherà con noi, incredibile dictu audituque, la semifinale di Coppa. Da una parte del tabellone, Juventus, Napoli e Inter; dalla nostra per ora Carpi e Spezia, appunto. Sognare si può e si deve. Non costa nulla. E poi abbiamo già compiuto un paio di imprese storiche. Come ben sa la saggezza popolare, non c’è il due senza il tre… Stiamo scrivendo una di quelle belle favole che il calcio europeo qualche volta sa regalare (pensiamo, per citare solo i casi più recenti, all’Auxerre dalla B alla finale di coppa di Francia lo scorso anno o al Leicester di mister Ranieri che guida incredibilmente la Premier League). Appuntamento dunque al 20 di gennaio!

Comunque vada, ci ricorderemo negli anni di queste partite e di queste emozioni. Grazie, dunque, allo splendido gruppo di giocatori in maglia grigia; al mister che li sta guidando con carisma e sicurezza; alla società tutta e in particolare al presidente Luca Di Masi; a tutti i tifosi di ieri e di oggi, che hanno sempre sostenuto la squadra, anche nei momenti più difficile, sperando che siano sempre di più i tifosi di domani. Imprese come quella di Marassi possono accendere nuove passioni e avvicinare un pubblico più vasto, che la città, la società e la squadra meritano ampiamente.
Fino alla fine, forza Alessandria!