Gender sì, gender no: “Una gran confusione, che spesso provoca grandi sofferenze”
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Alessandro Francini  
17 Dicembre 2015
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Gender sì, gender no: “Una gran confusione, che spesso provoca grandi sofferenze”

L'associazione Cultura e Sviluppo ha ospitato la deputata e professoressa in filosofia morale Michela Marzano, che ha presentato il suo ultimo libro, "Papà, mamma e gender", atto d'accusa contro stereotipi e dannose teorie che caratterizzano la cosiddetta "ideologia del gender"

L'associazione Cultura e Sviluppo ha ospitato la deputata e professoressa in filosofia morale Michela Marzano, che ha presentato il suo ultimo libro, "Papà, mamma e gender", atto d'accusa contro stereotipi e dannose teorie che caratterizzano la cosiddetta "ideologia del gender"

ALESSANDRIA – “Tutti condividiamo un pari valore intrinseco in quanto esseri umani, valore intrinseco che vale sempre e comunque, e che non dipende da ciò che faccio o che sono”, con queste parole Michela Marzano, deputata del Partito Democratico e docente di filosofia morale all’Università di Parigi V, ha aperto il convegno che prende il titolo dal suo ultimo libro “Papà, mamma e gender” organizzato giovedì 10 dall’associazione Cultura e Sviluppo in collaborazione con l’associazione alessandrina “Tessere le identità”, rappresentata dal moderatore della serata Matteo Bottino. Un incontro che ha visto la partecipazione di Mauro Cattaneo, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Alessandria.”Qualche settimana fa il gruppo locale di Forza Nuova ha richiesto una sala pubblica per un incontro che aveva come argomento l’ideologia gender. L’amministrazione ha deciso di negargliela – ha dichiarato Cattaneo -, una decisione derivata dall’impegno, assunto tramite una mozione approvata a larga maggioranza, che ci impegna nella lotta a qualunque tipo di discriminazione”.

Cos’è il gender e perché sta suscitando tanto clamore tra i media e le organizzazioni a difesa dei valori tradizionali della famiglia? ““Gender” è solo il termine inglese per il quale esiste il termine italiano “genere”” precisa la professoressa Marzano. Se il significato è quindi così chiaro perché si utilizza sempre e comunque il termine inglese piuttosto che il più famigliare “genere”? “Si utilizza il termine inglese per far apparire la cosa come nuova. Si tratta di una propaganda che vuol far passare il gender come una minaccia giunta da chissà dove negli ultimi anni che sta andando a minare l’inviolabilità di certi valori” spiega la deputata PD.

In Italia la polemica sul gender è scoppiata quando si è iniziato a discutere sul disegno di legge sulle unioni civili, provvedimento capace di permettere alle persone con un orientamento sessuale diverso dell’eterosessualità di condividere diritti a doveri “Una polemica nata in Francia nel 2013, quando si è iniziata a discutere la legge sul matrimonio egualitario. Ciò ha dato vita ad un movimento che ha avuto come scopo principale quello di bloccare il disegno di legge. Movimento dal quale hanno preso ispirazione le varie associazioni o organizzazioni italiane” afferma la Marzano. Questi movimenti, che ovviamente comprendono determinate correnti di pensiero e visioni della società, sostengono che del cosiddetto gender esisterebbe una vera e propria ideologia, “un’ideologia che imporrebbe l’insegnamento ai bambini della possibilità di cambiamento del proprio sesso a piacimento, che introdurrebbe pratiche come la pedofilia e così via. Andando ciòè a creare una grandissima confusione, nella quale vengono mischiati una serie di piani ed argomenti diversi. Ho quindi voluto scrivere questo libro per provare a fare un po’ di chiarezza”.

Quali sono i vari concetti che andrebbero invece chiariti ed affrontati più seriamente? “Differenze di sesso, identità di genere, stereotipi di genere, ruoli di genere, orientamento e pratiche sessuali. Quando si parla di questi concetti si crea grande caos, perché sono comunque tematiche complesse e difficili da distinguere” sostiene la Marzano. Chi parla dell’esistenza di un’ideologia gender afferma che si starebbe andando verso un’indifferenziazione sessuale. “Nessuno studio, però, immagina che questa differenza si possa cancellare, perché si tratta delle differenze anatomico-genetiche. La stessa teorica del gender Judith Butler sottolinea che non si può in alcun modo negare la differenza biologica di sesso. Ciò che andrebbe messo in discussione sono le strutture normative, gli stereotipi che hanno lasciato credere che siccome si appartiene ad uno dei due sessi ci si debba comportare in un determinato modo” precisa la Marzano.

La maggior parte delle persone vive in armonia con il proprio corpo biologico e il proprio senso di appartenenza, senso di appartenenza che è sempre profondo, precoce e duraturo. Ma per una piccola percentuale di persone questa armonia è messa in discussione sin dai primi anni di vita. “Le persone transessuali, infatti, spesso dicono di essere nati trans, – spiega la Marzano – e il loro scopo è ritrovare l’armonia tra il corpo biologico e il senso di appartenenza”. Un altro dei punti cruciali del caos sul gender riguarda l’orientamento sessuale, “che non ha nessun legame con l’identità di genere, sostenere ciò equivale a dire che l’omosessualità implicherebbe il fatto di essere meno donna o meno uomo rispetto ad un eterosessuale”. Allo stesso modo le pratiche sessuali non c’entrano nulla con l’orientamento sessuale. “La pedofilia, ad esempio, non può e non deve in alcun modo essere considerata causa di un orientamento diverso dall’eterosessualità. Sostenerlo serve solo a creare ulteriore confusione”.

Spesso questi preconcetti sono causa di profonde sofferenze e crisi esistenziali. “è proprio tutta questa confusione a causare tali sofferenze, ed è purtroppo qualcosa che perdura da secoli. Ognuno ha il diritto di vivere il proprio essere in maniera soggettiva, perché non esiste affatto una definizione unica dell’essere uomo o dell’essere donna”.

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