Alessandria città delle biciclette
Una sventagliata di iniziative per restituire alla bici il posto che merita nella nostra storia e nella vita di ogni giorno
Una sventagliata di iniziative per restituire alla bici il posto che merita nella nostra storia e nella vita di ogni giorno
OPINIONI – La sfolgorante figurina che sfreccia in bicicletta disegnata da Riccardo Guasco, ormai mascotte di tutta l’iniziativa “Alessandria città delle biciclette” riecheggia un po’, a ragione, la figura del signor Bonaventura e comunica la sensazione di un tempo lontano, ma non lontanissimo. Sensazione smentita dal cappellino da hipster del ciclista che svolazza a mezzo metro da terra.
“Alessandria città delle biciclette”: un logo molto evocativo per lanciare un’iniziativa ricca e variegata, che punta a restituire in pieno alla bicicletta la centralità che ha avuto ad Alessandria nei secoli scorsi e che in tantissimi si augurano torni ad avere sia sul piano culturale sia anche, e soprattutto, come mezzo ideale di trasporto in una città piatta e dalle strade larghe come Alessandria.
Tutto parte da uno stravagante apripista, uno di quei personaggi che l’Ottocento e la provincia hanno regalato alla storia, Carlo Michel, un ingegnere alessandrino il quale – smentendo la fama che vuole l’ingegnere figura priva di slanci e intuizioni futuribili, ma solo solido e quadrato – dall’Expo parigina dove si era recato in visita nel 1867 (e già questa sarebbe cosa degna di nota) acquistò nella capitale francese un velocipede, antenato della bici, con cui lo si vedeva aggirarsi per la città senza tema di ironici commenti. Una passione contagiosa che lo portò a diventare “dirigente del Circolo Velocipedistico Alessandrino (cva, sorto nel1886) e nel 1898 vicepresidente nazionale del Uvi (Unione Velocipedistica Italiana), carica che mantenne fino al 1903, concorrendo a fare di Alessandria la capitale italiana del ciclismo nell’età giolittiana” (Roberto Livraghi).
Da Michel a Maino (il costruttore delle Ferrari delle biciclette) a Meazzo campione, ciclista e collezionista) al Bike Bar a un giovane architetto alessandrino che partecipa con una storica bici del Museo dei Campionissimi di Novi Ligure fino all’Eroica, gara ciclistica fatta solo con “velocipedi” antichi, Alessandria vuole riprendersi il posto che merita nel mondo della bicicletta, grazie a un pool di enti che fa capo alla Camera di Commercio e al Comune di Alessandria e a un gruppo di appassionati volontari.
Mostre, convegni (il primo già avvenuto proprio su Carlo Michel) progetti e – speriamo – tante belle piste ciclabili per fare spazio ai sempre più numerosi “amici delle bici”.