L’aereoporto di Alessandria nella storia
Dai ritagli dei giornali del tempo possiamo ricostruire la storia del nostro aereoporto: pochi forse lo sanno, ma è nato per ospitare, forse ancor più che aereoplani, mongolfiere e dirigibili. E le tracce, fra l'erba alta, ci sono ancora...
Dai ritagli dei giornali del tempo possiamo ricostruire la storia del nostro aereoporto: pochi forse lo sanno, ma è nato per ospitare, forse ancor più che aereoplani, mongolfiere e dirigibili. E le tracce, fra l'erba alta, ci sono ancora...
MEMORIALE – Oggi è “solamente” considerato un campo d’aviazione con annesso slargo per i baracconi e luogo di futuri viali di bambù, ma nel secolo scorso lo stesso luogo era un’enorme piazza d’armi ceduta alle nasciture imprese aereonautiche.
Ecco che negli anni dal 1901 al 1907 lo spazio viene utilizzato per ascensioni di mongolfiere con piloti sia militari che ardimentosi civili.
Nel 1909 viene utilizzato per sperimentare il funzionamento di aeroplani anche non volanti provenienti da fuori regione.
Dal 1909 al 1913 notizie di piloti e mezzi volanti con motore che si esibiscono e fanno prove di volo.
Intermezzo dell’anno 1911 il passaggio di un dirigibile militare proveniente da Casale, ma non dimentichiamoci che anche Alessandria ha avuto per lungo tempo il suo deposito di dirigibili di cui rimane una piccola ferrosa traccia.
Dal lato dove vengono posizionate le giostre, quasi al vertice del rettangolo inghiaiato spunta un pilone ferroso dove venivano agganciati i dirigibili in arrivo o in partenza prima di essere messi nell’enorme hangar predisposto sul lato del viale, racconti che mi sono stati fatti ma di cui non ho traccia.
Lo stesso racconto mi assicura che il campo di aviazione è uno dei migliori d’Italia in quanto a drenaggio per le piogge, uno dei pochi erbosi a poter essere utilizzato anche dopo forti temporali.
A concludere il racconto alessandrino di glorie aereonautiche il nome stesso del piccolo nostro aeroporto “Forlanini”, dedicato ad Emilio Forlanini geniale studioso del genio militare che nel 1870 proprio dalla nostra cittadella e nel nostro spazio aereoportuale progettò e realizzò un modello di elicottero a rotori paralleli che aprì la strada per risolvere il problema di far elevare qualcosa più pesante dell’aria utilizzando degli elastici, poi tramutati in motore. In Alessandria iniziò i suoi studi e prototipi poi concretizzatesi in una esibizione pubblica a Milano nel 1877.
Qualcuno ha tracce scritte di questo nostro onore cittadino?








