Stato di grazia
La partita di Palermo rimarrà per moltissimo tempo nella mente e nel cuore dei tifosi grigi. Una giornata che ognuno ha vissuto a suo modo, i più fortunati direttamente al "Barbera", altri trepidando in solitudine durante un'agognata pausa sul lavoro
La partita di Palermo rimarrà per moltissimo tempo nella mente e nel cuore dei tifosi grigi. Una giornata che ognuno ha vissuto a suo modo, i più fortunati direttamente al "Barbera", altri trepidando in solitudine durante un'agognata pausa sul lavoro
MATERIA GRIGIA – Pur a distanza di giorni, e con l’approssimarsi del quattordicesimo turno di campionato (con l’insidiosa trasferta di Mantova di lunedì sera), c’è ancora tutta quell’incontenibile euforia che ha coinvolto i tifosi dei Grigi al fischio finale dell’ottimo arbitro Nasca di Bari mercoledì pomeriggio, quando l’Alessandria con una gara eroica ha sconfitto una squadra di Serie A, il Palermo di Zamparini, ed è approdata, dopo oltre mezzo secolo, agli ottavi di finale di Coppa Italia. Il burbero presidente rosanero ha tuonato contro i suoi giocatori “indegni” per la “vergognosa” sconfitta, dimenticandosi, però – perché lo stile non lo si compra con i soldi – di sottolineare i meriti di una compagine di Lega Pro che ha giocato in modo esaltante e si è qualificata con ampio merito.
Noi tifosi dei Grigi non ce la dimenticheremo più questa partita. Non la dimenticheranno di certo coloro che a Palermo ci sono andati (e sono tanti!), che hanno sostenuto la squadra per tutto il tempo e sono ritornati sullo stesso aereo ebbri di gioia e con gli occhi lucidi. Non la dimenticheranno neanche coloro che l’hanno vista in Tv o in rete, con gli amici o in solitudine, magari in una pausa conquistata faticosamente dal lavoro, o coloro che non sono riusciti a vederla in diretta, e hanno trepidato consultando il cellulare o attendendo il risultato finale, per poi condividere tutti la stessa gioia.
Un palcoscenico adeguato al nostro glorioso passato, una società e uno stadio della massima categoria, il nome dei giocatori impressi sulle maglie, un centravanti campione del mondo come avversario, una gara condotta con una maturità, una grinta e una classe commuoventi, e poi – dopo la vittoria – gli articoli sui maggiori quotidiani sportivi e non, gli approfondimenti sulla città e sulla squadra, e la sensazione che da qui possa nascere tutta un’altra storia.

Nel frattempo è fondamentale concentrarsi sul campionato, con l’obiettivo di recuperare presto i due punti che ci separano dalla vetta. La tifoseria si sta preparando per Mantova, ed è importante far sentire la vicinanza e il sostegno alla squadra. L’ambiente ha avuto una scossa salutare, e c’è da augurarsi che l’impresa del Barbera di Palermo porti ancora più appassionati allo stadio. I giocatori e la società se lo meritano. Finalmente gli sforzi fatti stanno dando dei risultati molto positivi, e procedendo tutti uniti non ci saranno preclusi traguardi sempre più ambiziosi. Un passo alla volta, però, evitando distrazioni.
A cura di Giorgio Barberis

Una mattina nebbiosa, grigia, come molte in questo periodo dell’anno da noi, in Alessandria. Ci svegliamo presto, alle 5 siamo tutti e sei in macchina decisi a vivere insieme una bella giornata con gli altri amici e compagni di questa evventura palermitana.
Arriviamo finalmente a Bergamo, da dove partirà il nostro volo. Durante il viaggio si chiacchiera ma, subito dopo l’atterraggio a Punta-Raisi, l’adrenalina comincia a salire e parte il coro che, in occasione delle trasferte, si intona all’entrata del settore ospiti: “Eccoci qua, noi della Nord…”. In taxi arriviamo in centro dove, dopo un breve giro, troviamo un ristorante che offre un ottimo menù a base di pesce.
Oramai ci siamo, manca poco all’inizio della gara. Prendiamo nuovamente un taxi che ci porta direttamente allo stadio “Renzo Barbera”. Con il calcio di inizio prende corpo un sogno che si realizzerà in 90 minuti. Dall’entrata allo stadio fino al fischio finale (e oltre) nessuno ha mai smesso di cantare ed incitare i ragazzi in maglia grigia. Al 94’ minuto, come dentro ad un sogno, si è scatenato il delirio collettivo. Ciascuno ha potuto esprimere le proprie emozioni nei più diversi modi: alcuni ridevano, altri, ancora increduli per l’impresa, rimanevano senza parole, altri liberavano la tensione nel pianto.

Dopo un’ora e quarantacinque minuti di cori “aerei” dedicati ai Grigi e altre due ore di autostrada, siamo rientrati nella nostra “amata” e grigia nebbia alessandrina alle tre del mattino. Essere stati testimoni di un’impresa sportiva della nostra Alessandria, aver provato un’emozione indescrivibile per aver partecipato a questo evento, non ha prezzo. Orgogliosi di essere Grigi.
A cura di: Claudio Spinolo, Mario Lupo, Simone Spadavecchia, Marco Cascia, Stefano Grassano, Raffaele Capone.