Michelin “recupera” Spinetta, nessun esubero e 35 milioni di investimenti
Accordo tra Michelin e i sindacati: confermati gli investimenti, slitta di 6 mesi la chiusura di Fossano, salvi 362 lavoratori e 280 interinali. Per Alessandria previste 35 milioni di euro di risorse in impianti ed un aumento di produzione del 20%
Accordo tra Michelin e i sindacati: confermati gli investimenti, slitta di 6 mesi la chiusura di Fossano, salvi 362 lavoratori e 280 interinali. Per Alessandria previste 35 milioni di euro di risorse in impianti ed un aumento di produzione del 20%
ALESSANDRIA – La trattativa si è conclusa nella notte di ieri, “dura” ma che, alla fine, ha portato buoni frutti: è positivo il bilancio che tracciano Cgil, Cisl e Uil al termine di una partita con Michelin, giocata sul filo di lana. Dei 580 esuberi previsti inizialmente, l’azienda ha accettato di scendere a 216, ma garantisce investimenti, un piano sociale per attutire gli esuberi, il salvataggio della produzione dei “cerchietti” che da Fossano passeranno a Cuneo e la stabilizzazione di 280 interinali.
Si è limato qui e là, con attenzione, fino a raggiungere il “punto di equilibrio”, come lo ha definito Paolo parodi, segretario provinciale di Filctem Cgil.
A livello di gruppo, Michelin si è impegnata a ricollocare nel proprio perimetro il personale eccedente nei siti di Fossano, Torino, Tribano per un totale di 362 lavoratori che saranno ripartiti tra Alessandria (15), Cuneo (235), Torino (85). Una trentina attualmente impegnati a Fossano saranno ricollocati all’estero e lo stabilimento sarà chiuso entro giugno 2017 e non più entro la fine del 2016. Sei mesi di ossigeno in più, dopo i quali inizierà la ricollocazione o la fuoriuscita, su base volontaria con incentivi.
C’è anche l’impegno a studiare con l’amministrazione piemontese forme di recupero dei capannoni, attraverso la fondazione Michelin Sviluppo
“Abbiamo ottenuto anche la stabilizzazione a tempo indeterminato e part time di 280 contratti di lavoro, di cui 160 ad Alessandria”, dice Parodi. Per Roberto Marengo, Femca Cisl, si tratta della forza lavoro che potrà garantire la produzione del futuro.
Per quanto riguarda lo stabilimento di Alessandria, sono scongiurati i 30 esuberi annunciati. Anzi, “è previsto un aumento di produzione del 20%”. Più l’arrivo dei 15 di Fossano e, soprattutto, la stabuilizzazione dei precari ed interinali, i primi che sembravano destinati a saltare.
Da una morte annunciata e già una volta scongiurata, Alessandria rientra quindi in gioco, uscendo anche dalla classifica degli stabilimenti a rischio. A chiudere, infatti, sarà il sito produttivo in Irlanda, da sempre considerato “alternativo” a quello di Spinetta.
I termini dell’accordo saranno illustrati al lavoratori già dalle prossime ore, durante le assemblee. Perchè qualche cosa, ai lavoratori di Spinetta, verrà chiesto in cambio del mantenimento dei posti di lavoro e degli investimenti in impianti per 35 milioni: flessibilità. “Chiederemo un ulteriore sforzo”, dice Elio Bricola di Uiltec. Ciascuno dovrà fare la propria parte.
Dopo l’accordo generale siglato a Torino ieri notte nelle sede di Confindustria occorrerà infatti arrivare ai singoli accordi territoriali.