Parcheggiatori abusivi, perseguibili solo se molesti
Torna a far discutere la presenza di parcheggiatori abusivi in piazzale Berlinguer, davanti all'ospedale. La Lega ha organizzato ieri un presidio, mercoledì tornerà a protestare. Ma il reato di accattonaggio non è previsto dal codice penale, a meno che non si sfruttino minori a tele scopo
Torna a far discutere la presenza di parcheggiatori abusivi in piazzale Berlinguer, davanti all'ospedale. La Lega ha organizzato ieri un presidio, mercoledì tornerà a protestare. Ma il reato di accattonaggio non è previsto dal codice penale, a meno che non si sfruttino minori a tele scopo
ALESSANDRIA – E’ come lottare contro un mulino a vento: fermare gli episodi di accattonaggio dei parcheggiatori abusivi di piazzale Berlinguer, davanti all’ospedale civile. La vicenda era finita lo scorso anno sugli schermi di Striscia la notizia ma, da allora, nulla è cambiato.La Lega Nord ieri mattina ha messo un banchetto all’ingresso del posteggio, distribuendo volantini e chiedendo interventi risolutivi. Ci riproverà la prossima settimana, con un nuovo presidio, mercoledì.
Intanto, premettono, “questa manifestazione non ha nulla a che vedere con gli attentati terroristici di Parigi. Questa è una vicenda locale”. La Lega, per voce del capogruppo in consiglio comunale Roberto Sarti e dell’esponente Piervittorio Ciccaglioni, chiede “rispetto della legalità”.
“E’ una situazione insostenibile: chi utilizza il posteggio lo fa perchè deve recarsi in ospedale per visite o esami. Si trova quindi già in situazioni difficili. Doversi sottoporre anche alle richieste dei parcheggiatori che, di fatto, chiedono ‘il pizzo’ è anche una questione morale”, dicono.
“Abbiamo potuto verificare che, al mattino, i parcheggiatori si spartiscono letteralmente le zone di competenza del parcheggio. E a fine giornata si dividono i proventi, fino ad 80 euro al giorno”.
Secondo voci, riportate dagli esponenti della Lega, “chi non lascia loro quanto richiesto, viene addirittura minacciato”.

Di denunce in tal senso, però, negli uffici della polizia municipale non ce ne sono. Ed è uno dei motivi che impediscono agli agenti di intervenire. I controlli ci sono. E lo dicono anche i leghisti: “la macchina della polizia municipale passa, ma non può fare nulla”.
Ed è vero. La legge non prevede il resto penale di accattonaggio, a meno che non vengano sfruttati minori.
Il regolamento di polizia municipale, precisano dagli uffici di via Lanza, prevede il caso dell’accattonaggio molesto, ossia insistente ed accompagnato da minacce o ritorsioni. Ma siamo al punto di partenza: nessuno si è mai preso la briga di denunciare tali episodi.
E, in ogni caso, il molestatore sarebbe passibile di una sanzione amministrativa da 50 euro.
Le forze dell’ordine, quindi, si devono limitare a controllare i documenti del parcheggiatore ed identificarli. Il nome viene poi segnalato, ma tutto finisce lì.
Diverso,invece, è il discorso di altri reati, commessi nel piazzale, come la rapina subita da un’infermiera che smontava dal turno e si stava dirigendo a prendere la macchina nel posteggio.
Ma qui,entra in ballo un altro discorso sollevato da Roberto Sarti: “l’illuminazione del piazzale è carente, se non del tutto assente”.
L’orario di visita all’ospedale termina alle 20 e, a quell’ora e in questa stagione, il piazzale è già al buio.
Quale soluzione allora? Intanto, ripristinare o intensificare l’illuminazione sarebbe già un primo passo. “Gli strumenti ci sono, basta volerli”, replica la Lega.