Alluvione ’94: oggi potrebbe succedere ancora?
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Alluvione ’94: oggi potrebbe succedere ancora?

A distanza di 21 anni da quel tragico 6 novembre 1994, che resterà indelebile nei ricordi di chi c'era, la mente non può non fermarsi sul nuovo ponte Meier, commissionato anche (se non soprattutto) con l'obiettivo di scongiurare tragedie simili in futuro. Intanto oggi verrà presentato un nuovo film che ricostruisce l'alluvione attraverso gli occhi di alcuni protagonisti cittadini

A distanza di 21 anni da quel tragico 6 novembre 1994, che resterà indelebile nei ricordi di chi c'era, la mente non può non fermarsi sul nuovo ponte Meier, commissionato anche (se non soprattutto) con l'obiettivo di scongiurare tragedie simili in futuro. Intanto oggi verrà presentato un nuovo film che ricostruisce l'alluvione attraverso gli occhi di alcuni protagonisti cittadini

ALESSANDRIA – A distanza di 21 anni dalla drammatica alluvione del 1994, come ogni anno da allora, la città si ferma a ricordare, in un misto di silenzio carico di sgomento e nuove voci che riemengono dal fango e dalla corrente del fiume, giunti fino in centro. Alessandria non può dimenticare, ma se per chi c’era le immagini servono a rivivere quelle ore indelebili, che oltre a morte e distruzione portarono tanta solidarietà e capacità di una comunità di ritrovare se stessa, per qualcuno, per esempio gli studenti più giovani, sono di fatto una scoperta. 

Nasce forse da questo presupposto la volontà di presentare il film “Rising – I volti nell’alluvione” questa mattina al Liceo Scientifico Galilei (ore 10.15, in aula Magna): una ricostruzione, curata da Alessandro Gavazza, di cui qui sotto potrete visionare il trailer, fatta attraverso gli occhi degli stessi protagonisti, di chi ha impugnato la propria telecamera, e da cronista professionista o da reporter improvvisato, ha documentato quanto stava accadendo in città. Roberto Albertazzi, Emilio Colli, Dino Crocco e Roberto Nani sono i protagonisti di questo racconto, perché è attraverso i loro occhi che si ripercorreranno i fatti indelebili del ’94. Un’insieme di immagini forti, d’interviste e sequenze filmate che mostra un’Alessandria in ginocchio, ma anche una comunità capace di stringersi intorno a se stessa, di rimboccarsi le maniche e di dare una prova di solidarietà e umanità che si può giustamente definire straordinaria. “Rising” appunto, che si rialza e risorge dopo una caduta. 

Da allora diversi lavori sono stati fatti perché una tragedia del genere non si possa ripetere mai più, come quelli di rinforzo degli argini in città, ma soprattutto l’abbattimento del vecchio ponte, con tanti pilastri immersi nel fiume, per sostituirlo con quello attuale, il discutissimo “Meier”, progettato con un’unica campata, senza alcun appiglio perché rami o detriti, in caso di piene a monte, possano trovare ancoraggi per costruire un’improvvisata, quanto pericolosa, “diga artificiale”. C’è chi dice non sarebbe sufficiente, e che il vero problema resta l’assenza di adeguate casse di laminazione a monte, cioè insenature dove far defluire l’acqua del Tanaro in caso di piena, così da farlo tracimare laddove farebbe meno danni. Mentro il dibattito prosegue, ogni “maledetto” 6 novembre, la città tutta viene ritrascinata a quei giorni incancellabili. 

Ecco di seguito una carrellata di video “storici”, affidati alla memoria del web, che più di qualsiasi parola possono aiutare a ricordare la tragedia, e a farla scoprire a chi allora era troppo piccolo o non ancora nato. Perché non dimenticare è il primo passo per evitare che possa accadere ancora. 
 

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