Michelin a rischio 30 dipendenti e 170 precari
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
4 Novembre 2015
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Michelin a rischio 30 dipendenti e 170 precari

Michelin Italia annuncia la chiusura dello stabilimento di Fossano entro il 2016 e la chiusura di un reparto ad Alessandria: 30 gli esuberi, “ma ci sono 170 interinali a rischio”. In tutto il gruppo gli esuberi potrebbero essere oltre 500. Primo pacchetto di sciopero già dalla notte

Michelin Italia annuncia la chiusura dello stabilimento di Fossano entro il 2016 e la chiusura di un reparto ad Alessandria: 30 gli esuberi, ?ma ci sono 170 interinali a rischio?. In tutto il gruppo gli esuberi potrebbero essere oltre 500. Primo pacchetto di sciopero già dalla notte

ALESSANDRIA – Sciopero immediato di 4 ore, già a partire dal turno di notte, alla Michelin dopo la doccia fredda di ieri pomeriggio. L’azienda ha infatti comunicato alle organizzazioni sindacali un “piano” da 580 esuberi in tutto il gruppo. Il primo a saltare sarà lo stabilimento di Fossano, in provincia di Cuneo, dove lavorano 400 addetti. Entro giugno 2016 cesserà la lavorazione del reparto “ricoperti” di Alessandria e si prevedono circa 30 esuberi.
La decisione è parte di un Piano strategico del Gruppo che prevede anche la riorganizzazione della rete logistica con la chiusura del magazzino di Tribano (Pd) e dello SMA di Torino Stura (rispettivamente 28 e 120 i lavoratori coinvolti).
Insieme alle cessazioni di attività l’azienda annuncia anche investimenti per un valore di 180 milioni negli stabilimenti italiani di Cuneo e Alessandria.
“In realtà non specifica come e quando ci saranno gli investimenti e l’annuncio ha tutto il sapore del fumo”, commenta Paolo Parodi, segretario provinciale Filctem Cgil dopo la riunione a Torino, alla quale erano presenti anche Marengo della Cisl e la Uil. 

A rischio, a Spinetta, sottolinea Parodi, non ci sono sono i 30 dipendenti, ma anche 170 lavoratori interinali, per i quali non è stata data alcuna garanzia.
“E’ un segnale preoccupante se l’azienda non investe sui giovani. Già da qualche tempo avevamo avuto sentore di una riorganizzazione: a Cuneo la produzione è calata progressivamente,così come ad Alessandria, nel reparto ricoperti.”
Già nel 2008 lo stabilimento alessandrino è stato sull’orlo della chiusura.
I sindacati Cgil, Cils e Uil hanno già proclamato un primo sciopero di quattro ore, partito dal turno notturno. In programma altri scioperi se l’azienda non darà segnali di apertura.
Le Segreterie Nazionali e Territoriali dei sindacati dei settori interessati hanno stigmatizzato “i modi della comunicazione e respingono le decisioni assunte e annunciate dall’Azienda” dicono ufficialmente. Chiedono quindi “che si apra un confronto sul piano strategico in tutte le implicazioni con una sola condizione: lo stabilimento di Fossano deve essere riorganizzato ma non chiuso”. E quello di Alessandria “potenziato e non ridimensionato”.

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