Compensi all’abogado: fra Amministrazione e Locci è guerra di carte
Nuova tappa della polemica intorno alla soppressione del servizio avvocatura da parte dell'Amministrazione, alla causa che ne è nata e alla parcella dell''abogado' che ha difeso le ragioni di Palazzo Rosso, soccombendo. Locci mostra la parcella di 30 mila euro presentata dal professionista, l'Amministrazione ribatte con la determina che impegna una cifra 10 volte inferiore a quanto richiesto
Nuova tappa della polemica intorno alla soppressione del servizio avvocatura da parte dell'Amministrazione, alla causa che ne è nata e alla parcella dell''abogado' che ha difeso le ragioni di Palazzo Rosso, soccombendo. Locci mostra la parcella di 30 mila euro presentata dal professionista, l'Amministrazione ribatte con la determina che impegna una cifra 10 volte inferiore a quanto richiesto
ALESSANDRIA – Non si placa la polemica sul compenso previsto per l’abogado (cioè avvocato comunitario) Gianni Abrile, che ha difeso il Comune nella causa contro 4 membri dell’ex avvocatura, poi smantellata (senza che venissero loro riconosciuti gli arretrati maturati). La causa è stata persa, ma la parcella va comunque liquidata. Costerà 30 mila euro secondo Locci, 3 mila invece secondo Palazzo Rosso.
Spiega Emanuele Locci, consigliere di minoranza e presidente della Commissione Controllo di Gestione: “Lo scorso 22 ottobre divulgavo la notizia di una parcella di 30 mila euro presentata al Comune da un ‘abogado’ che era stato incaricato dall’Ente nel mese di luglio 2014 per una causa in cui il Comune nel 2015 è risultato soccombente. L’amministrazione comunale, dopo aver diffidato gli organi di informazione dal dare la notizia, dichiarava la mia notizia falsa e priva di ogni fondamento con un comunicato stampa ufficiale, sostenendo di aver previsto per l’incarico un impegno di soli 3 mila euro. Ora diffondo la parcella dell’avvocato (qui sotto, Prot.n. 0045066/2015 del Comune di Alessandria), sottolineando che al professionista andrebbero pagati circa 29 mila euro ma che il costo per il Comune sarà di quasi 35 mila euro perchè va versata anche la ritenuta d’acconto. Non è bello quando i politici che governano una città anziché rispondere nel merito delle questioni con trasparenza provano a bloccare le notizie e gettano fumo negli occhi dei cittadini, falsificando la realtà, come ha fatto in questo caso chi amministra Alessandria. Carta canta e questa è la realtà. Ora l’amministrazione dirà che non ha mentito perché è tecnicamente vero che quei soldi non sono usciti in quanto non ha ancora pagato la parcella. Ma è chiaro il tentativo di nascondere la realtà. Rimane in sospeso la questione più importante per cui spero di ricevere risposta nel prossimo consiglio comunale: quali sono i criteri con cui è stato scelto questo legale? Il fatto di essere marito di una dirigente del PD e di avere lo studio nello stesso ufficio di un assessore non lo rendevano incompatibile all’incarico? Speriamo che almeno su questo mi rispondano con trasparenza”.
Secca però la nuova smentita da parte dell’Amministrazione, che si arrabbia non poco per le accuse sollevate dal consigliere Locci, reo, secondo la maggioranza, di proseguire da tempo un’azione di mistificazione del lavoro svolto, “non perdendo mai occasione per lanciare fumo negli occhi ai cittadini e raccontando menzogne. Sa che verrà smentito, ma intanto monta casi che non esistono per fomentare indignazione”. In realtà, nel caso specifico – riferiscono da palazzo Rosso – “la fattura che mostra è un puro invio ‘pro forma’ da parte dell’avvocato, che non presuppone in alcun caso una liquidazione di quella cifra. La somma stanziata è di 3 mila euro, così come già riferito da noi in passato, e come documentabile dalla determina ufficiale dell’ente (disponibile qui in maniera integrale), l’unico vero documento che ha valore legale sulla vicenda: Locci lo sa bene ma continua nella sua campagna di disinformazione. La verità è che la soppressione del servizio avvocatura ha dato fastidio a chi aveva interessi specifici, ma è un servizio costosissimo che è stato giusto eliminare, nell’interesse dei cittadini: basti pensare che dal 2009, quando nacque, è costata al Comune più di 3 milioni di euro”.

