Molestatori “di ieri” e di oggi: quanta strada resta ancora da fare?
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Timmyrosso - redazione@alessandrianews.it  
2 Novembre 2015
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Molestatori “di ieri” e di oggi: quanta strada resta ancora da fare?

Una nuova carrellata di articoli tratti da giornali del passato, tutta incentrata sui tentativi di prevaricazione attuati da maschi poco interessati a che le donne fossero consenzienti. Purtroppo spiace notare come oggi le cose spesso non vadano in maniera differente: quanto ci vorrà ancora per diventare un Paese davvero civile?

Una nuova carrellata di articoli tratti da giornali del passato, tutta incentrata sui tentativi di prevaricazione attuati da maschi poco interessati a che le donne fossero consenzienti. Purtroppo spiace notare come oggi le cose spesso non vadano in maniera differente: quanto ci vorrà ancora per diventare un Paese davvero civile?

MEMORIALE – Ecco qui alcuni articoli del giornale cittadino che spaziano dal 1901 al 1916 con un argomento “pesante” benchè tra le righe dell’articolista faccia capolino una scrittura ironica. “Le ho dato un pugno perché mi ha insultato”, “legnare ben bene il sudiciotto”, definire modi “poco cavallereschi” un tentativo di violenza fisica.

Lasciando perdere le battute, l’argomento è sempre e solo quello, anche oggi attualissimo, il maschio che vuole spadroneggiare a tutti i costi; basta vedere una donna giudicata “bella” che la si considera anche consenziente.

Quanta strada ci sarà ancora da fare per non vedere più nessuna prevaricazione da parte del maschio (non uso il termine uomo) che si erge a possessore della donna?

Termino con un lazzo di spirito ancora attualissimo di questi ultimi tempi, la maniera di declinare le proprie generalità del “palpeggiatore” che si definisce parente di un Questore, carica pubblica molto importante allora: non c’era bisogno di scomodare parentele con capi di Stato dell’area mediterranea.

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