Il Nepal, “Attraverso i miei occhi”
Il cammino da Alessandria a Nuwakot passa, da oggi, anche attraverso l'Istituto Comprensivo Carducci Vochieri. Le classi - sei delle medie, undici delle elementari - saranno idealmente gemellate con quelle nepalesi, per un dialogo e una conoscenza reciproca
Il cammino da Alessandria a Nuwakot passa, da oggi, anche attraverso l'Istituto Comprensivo Carducci Vochieri. Le classi - sei delle medie, undici delle elementari - saranno idealmente gemellate con quelle nepalesi, per un dialogo e una conoscenza reciproca
ALESSANDRIA – Passo dopo passo, la strada di Giorgio e Tore è arrivata fino in Nepal. Vi avevamo raccontato la loro avventura questa estate, al ritorno dal viaggio che li aveva portati lassù, a Nuwakot, a portare aiuto ai bambini e alle famiglie colpite dal sisma che ha sconvolto l’Asia, lo scorso aprile. Oggi torniamo a parlare di loro e di quanto sono riusciti a costruire, e non soltanto perché l’idea di ritornare a dare una mano diventa sempre più concreta. Da oggi, “Attraverso i miei occhi”, questo il nome preso dal progetto, allarga il proprio raggio ed abbraccia anche la scuola alessandrina “Carducci – Vochieri”, dando origine a un gemellaggio ideale tra le due realtà e i piccoli studenti.
“Abbiamo accolto con grande interesse la proposta – spiega Giovanni Claudio Bruzzone, dirigente dell’istituto – e abbiamo aderito con piacere al gemellaggio che coinvolge, oltre a noi, anche alcune scuole di Cremona. Attraverso l’elaborazione di powerpoint, i nostri studenti potranno creare uno strumento di comunicazione coi coetanei nepalesi, rappresentando una panoramica sul nostro territorio, sulla vita quotidiana e sulle attività scolastiche. Ci sembra un buon modo – prosegue – per far sì che ci sia un reciproco scambio di valori e di conoscenze, così utili in questo momento tanto complicato. Il Nepal è un luogo pacifico, di grande sensibilità e accoglienza, da estendere a tutto il mondo. Insomma, è così lontano eppure dovrebbe essere così vicino”. Un progetto che ha visto, fin dall’inizio, la partecipazione degli insegnanti, guidati da Monica Dorato. “Le colleghe che hanno aderito – commenta, con soddisfazione – sono state molte. Abbiamo sei classi nella scuola Vochieri e altre undici nella Carducci, tra terze, quarte e quinte. Il progetto, ovviamente, tiene conto delle diverse età dei ragazzi e dei bimbi e propone un dialogo adatto alla maturità di ciascuno. Siamo felici di poter partecipare, senza alcuno spirito di confronto ma solo con intenti di dialogo e crescita reciproca”.
A spiegar quanto già visto in Nepal è Giorgio Pieri, presidente dell’Associazione Passo dopo Passo. “Le attività umanitarie – esordisce – all’inizio non ci interessavano. Non volevamo impegnarci in mille cose, senza poi la certezza di portarle a termine. Con il Nepal, però, è stato diverso: stavamo organizzando un viaggio e non potevamo sorvolare questa terra sapendo quanto ci fosse sotto“. Da lì, il viaggio umanitario, la scuola distrutta, le divise dei bambini e l’impianto per l’acqua potabile. Il desiderio, inutile dirlo, è di tornare, di fare ancora. “Stiamo organizzando alcune serate (il 20 Novembre “Attraverso i miei occhi” arriverà in Alessandria, all’Associazione Cultura e Sviluppo) per raccogliere fondi. È presto per pensare alla ricostruzione della scuola, che deve passare prima le forche caudine del governo nepalese, notoriamente ostile agli aiuti, ma vogliamo continuare ad esserci, ad alimentare questo bel rapporto che si è creato. E questa iniziativa, il gemellaggio tra le scuole, va proprio in questo senso: contenere aspetti culturali di interesse generale e trasmettere ai piccoli nepalesi sensazioni positive, per motivarli all’impegno e spingerli a costruire un grande futuro, accendendo l’interesse senza suscitare termini di paragone”. La strada tra il Nepal e l’Italia, insomma, è lunga. Ma l’obiettivo c’è, è in vista. Basta solo arrivarci, passo dopo passo.