Paola Testa: “dei disabili in città non importa a nessuno”
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Paola Testa: “dei disabili in città non importa a nessuno”

Non si placano le polemiche legate alle rampe di accesso al ponte Meier: se dal Movimento 5 Stelle arriva un'interpellanza, è da parte del disability manager Paola Testa che arriva l'affondo più duro: "nessuno mi ha mai consultata per un parere sull'accessibilità, ma ormai ci sono abituata. Qui manca la cultura di base per la vera inclusione"

Non si placano le polemiche legate alle rampe di accesso al ponte Meier: se dal Movimento 5 Stelle arriva un'interpellanza, è da parte del disability manager Paola Testa che arriva l'affondo più duro: "nessuno mi ha mai consultata per un parere sull'accessibilità, ma ormai ci sono abituata. Qui manca la cultura di base per la vera inclusione"

ALESSANDRIA – La figura del “Disability Manager” era stata presentata in città, con l’avvento della Giunta guidata da Rita Rossa, come una figura innovativa, simbolo di attenzione e rispetto per le persone con disabilità che abitano la città.
Oggi, a distanza di anni dall’insediamento dell’architetto Paola Testa in quel ruolo, il bilancio che lei stessa traccia è amarissimo, e racconta dell’ennesima occasione sprecata in città, ma anche di quanta strada sia ancora necessario fare per colmare il gap con Paesi davvero civili e culturalmente più evoluti. Ad accendere la polemica, e dare il là alle sue importanti dichiarazioni, è stata la vicenda legata all’ultimo sopralluogo della Commissione Territorio al cantiere del ponte Meier, durante la quale il consigliere Paolo Berta ha sollevato una serie di rilievi su miglioramenti che sarebbe possibile realizzare per l’accessibilità al ponte, finora non presi in considerazione dai progettisti e dall’amministrazione. 

Il Movimento 5 Stelle in merito alla questione ha presentato un’interpellanza, con la quale chiede all’amministrazione una rapida verifica normativa ed eventuali modifiche al progetto del ponte Meier per migliorare le condizioni di accessibilità della struttura da parte delle persone con disabilità, anziani, ciclisti e famiglie con passeggini. Ma soprattutto si pone una domanda: “il Disability Manager in ‪Alessandria‬ esiste ancora? Nello specifico cosa sta facendo?”

Paola Testa, che ad Alessandria è appunto il disability manager, non fa attendere la risposta e si lascia andare a uno sfogo che certo non può passare inosservato: “la verità è che il mio ruolo, purtroppo, viene spesso travisato. Io per ora posso solamente agire da facilitatore fra le associazioni che si occupano di disabilità, o persone con problemi specifici, e l’amministrazione. In concreto però non ho alcun potere decisionale, non mi sono state trasferite deleghe, e, anzi, non vengo mai consultata su quanto viene costruito o ristrutturato in città. La verità – spiega Testa – è che rispetto ad altre realtà Alessandria non prevede un parere di accessibilità sugli interventi in città, parere che non sarebbe comunque vincolante ma almeno darebbe un senso a questo ufficio. Al di là delle dichiarazioni di facciata di chi amministra, il problema è che manca la sensibilità e il pensiero per gli altri, a cominciare dai più fragili. C’è uno scollamento della politica con le difficoltà reali delle persone, che non vengono prese in considerazione se non per ricercare consenso o prestigio personale. In Italia manca una base culturale sul tema, e senza apertura mentale non si faranno mai veri passi avanti”. 

Nello specifico, Paola Testa parla anche della situazione legata al cantiere Meier: “certo che ci potrebbero essere difficoltà con rampe così lunghe senza punti di sosta né corrimano. Io non sono mai stata invitata ad alcun sopralluogo, nessuno mi ha mai fatto vedere un progetto e non si è neppure premurato di consultarmi. Se lo avessero fatto sarei stata felice di esprimere il mio parere in merito alla probabile non piena accessibilità della struttura. Ma lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per tutto ciò che viene costruito o ristrutturato in città”. 

Come un boomerang
L’istituzione di uffici dal nome altisonante, come nel caso del Disability manager, finisce per avere effetti controproducenti se si scopre che è un’operazione più di facciata che di sostanza, come questi anni pare stiano dimostrando… Cos’ha impedito finora all’amministrazione di rendere obbligatorio il parere di accessibilità rilasciato dal suo manager competente? Che senso ha altrimenti l’averlo istituito?
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