De profundis Atm?
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
14 Ottobre 2015
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De profundis Atm?

Il presidente e l'amministratore delegato di Atm anticipano in commissione il “piano industriale straordinario” di Atm: 38 esuberi di personale, soppressione del servizio autobus a chiamata e riduzione di quello per disabili. Il piano non è ancora stato approvato dall'assemblea dei soci e già bocciato dai sindacati. L'amministrazione assente. Verso il fallimento? “In caso di liquidazione gli esuberi potrebbero essere molti di più”

Il presidente e l'amministratore delegato di Atm anticipano in commissione il ?piano industriale straordinario? di Atm: 38 esuberi di personale, soppressione del servizio autobus a chiamata e riduzione di quello per disabili. Il piano non è ancora stato approvato dall'assemblea dei soci e già bocciato dai sindacati. L'amministrazione assente. Verso il fallimento? ?In caso di liquidazione gli esuberi potrebbero essere molti di più?

ALESSANDRIA – Trentotto esuberi, soppressione del servizio a chiamata (ecobus) e ridimensionamento probabile per il servizio scuolabus e trasporto disabili. Non c’è altra via d’uscita per salvare dal fallimento Atm, l’azienda di trasporto pubblico.
Lo dicono, in tono dimesso, il presidente Gianfranco Cermelli e l’amministratore delegato Ezio Bressan, davanti alla commissione bilancio convocata dal presidente Gianni Barosini.
Mancava la parte politica, ossia l’amministrazione comunale, che è anche il socio di maggioranza, praticamente unico, dell’azienda. “Assenti giustificati, alcuni, altri no”, dice Barosini. Valutazioni “politiche”, quindi, rimandate anche se l’impressione è quella di un messaggio volutamente lanciato all’azienda e a chi la dirige. Una sorta di pre-bocciatura. Ma, se la giunta Rossa “scarica” la dirigenza Atm, “colpevole” di non aver salvato il carrozzone Atm, questa rinvia la palla nel campo della politica.
Il comune ha tagliato risorse sul capitolo scuolabus, passando da 800mila euro a400 mila; sul trasporto disabili si è passati da 10mila a 5 mila. I trasferimenti della Provincia sul trasporto intercomunale sulla tratta Alessandria Valenza sono passati da 660mila a 150 mila. “Impossibile garantire gli stessi servizi con i minori trasferimenti”.
A pesare sul buco di Atm, esordisce Bressan, c’è soprattutto il parcheggio di via Parma: “ci costa 900 mila euro di rata mutuo e 500 mila di costi di gestione. L’introito è di 120 mila euro”. Basta fare somma e sottrazione per capire che i margini non ci sono.
Abbiamo tagliato tutto il tagliabile. Abbiamo fatto risparmi per 1.200 mila euro. Non ci resta che incidere sul costo del personale”, dice Bressan. Si ipotizzano 38 esuberi.16 dipendenti sono già stati collocati in pensione o se ne sono andati per conto loro, altrimenti il bilancio salirebbe a 54. I primi a “saltare” saranno gli addetti al servizio Ecobus che dovrebbero però rientrare nei pensionamenti. “Non lo dico con leggerezza – precisa Bressan – quello è il numero individuato per garantire comunque un servizio”.
Nonostante ciò, “il semestrale chiude con un passivo di 1 milione di euro, e a fine anno prevediamo un passivo di 1,7 milioni di euro”.  

Da rivedere anche il servizio su Valenza
. Il rappresentante del comune della città dell’oro non era presente all’ultimi consiglio di amministrazione per l’illustrazione del piano che è passato quindi con due voti su tre. Due su tre sono anche le firme in calce al parere dei revisori dei conti.

L’altro ieri, lunedì12, il piano è stato presentato ai sindacati. Inevitabile un giudizio negativo su tutta la linea:
“L’azienda dichiara un esubero di 37 lavoratori, con uno smantellamento strutturale e funzionale dei servizi, a partire da quello per i disabili, agli scuolabus, oltre ai tagli sulle linee urbane e suburbane, come quelle del quartiere Cristo, San Michele, Giardinetto, Mortara ecc..con la soppressione quasi totale del servizio di Valenza, e la chiusura di un parcheggio come via Parma costato tanti soldi alla comunità”, scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil e Silt.
“Rigettiamo integralmente il piano industriale di Atm s.p.a. richiamando la proprietà e l’amministrazione aziendale al rispetto di quanto sottoscritto con il verbale sindacale dell’ottobre 2013 a firma del Sindaco di Alessandria Rita Rossa. I lavoratori hanno già fatto molti sacrifici, come la Cassa Integrazione in deroga, l’eliminazione del pagamento degli straordinari, l’abbassamento dei parametri retributivi e vari demansionamenti, ora dopo anni, tali sacrifici risultano essere stati vani, rischiano nuovamente il proprio posto di lavoro per colpe non imputabili a loro”.
Proclamano, quindi, lo stato di agitazione del personale, avviando la procedura di raffreddamento.

Atm, quindi, verso il fallimento? “Se l’azienda fosse messa in liquidazione gli esuberi sarebbero 89, perchè la nuova azienda non potrebbe che occuparsi solo di trasporti”, avvisa Bressan.
Atm in passato, lo ha ricordato anche l’ex sindaco, ora consigliere di opposizione Piercarlo Fabbio, si è occupato anche d’altro, dai parcheggi alla segnaletica orizzontale: “servizi che, come il trasporto disabili ha continuato a garantire anche senza trasferimenti”.
“Noi ce l’abbiamo messa tutta,in coscienza – dice il presidente Cermelli – arrivando a sospendere i nostri compensi (dichiarati in aula 1000 euro mensili, ndr)”.

Spiragli? Spetterà al socio unico stabilirlo, portando l’azienda ad un salvataggio o alla messa in liquidazione. “Se verrà approvato il piano triennale, qualche spiraglio c’è”, dice Bressan. Si spera ancora in un partner privato che immetta liquidità, ma le speranze sono sempre più deboli: “abbiamo fatto una gara per la manifestazione di interesse, che ci sono state. Ma non siamo noi a dover vendere le quote”, precisa l’amministratore delegato. Spetta a chi le possiede, ossia al Comune. Il 27 di ottobre è convocata l’assemblea dei soci. Si gioca tutto, o quasi, lì.

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