StrAlessandria: la 21esima edizione partirà dal ponte Meier
Si può chiamare la "StrAlessandria del ponte" quella che si correrà venerdì 13 maggio del prossimo anno. Il nuovo simbolo cittadino diventa così anche il punto di partenza e di arrivo della storica manifestazione podistica, come rispecchia anche il nuovo motto: "Uniamo le sponde"
Si può chiamare la "StrAlessandria del ponte" quella che si correrà venerdì 13 maggio del prossimo anno. Il nuovo simbolo cittadino diventa così anche il punto di partenza e di arrivo della storica manifestazione podistica, come rispecchia anche il nuovo motto: "Uniamo le sponde"
ALESSANDRIA – Per due edizioni, 2016-2017, la StrAlessandria avrà come parole d’ordine e come slogan “Uniamo le sponde” perché il nuovo scenario della più sentita corsa cittadina sarà il nuovo ponte Meier. Un nuovo itinerario, che vede la partenza e l’arrivo spostarsi nella parte ciclo- pedonale del nuovo ponte, “che non ha solo una funzione di passaggio, ma anche di aggregazione, come se fosse una piazza galleggiante” ha commentato l’assessore Mauro Cattaneo. “Unire le sponde” non è un solo progetto, ma è un programma d’iniziative che attraverseranno i mesi che separano dalla gara. Cambia il percorso, ma non l’anima di questo evento, che si snoderà come sempre nella doppia veste di gara competitiva e di non competitiva. Prosegue, dopo l’esordio del 2015, la StrAlessandria per Tutti e anche la forma “ristretta” nel carcere di San Michele. Anche per il 2016 si manterrà la formula della “maglietta sospesa” per chi non ha la possibilità di acquistarla.
Un’idea nata tra gli organizzatori (Ics, Comune, Rete per l’accoglienza, Cissaca) non solo per valorizzare il nuovo manufatto, ma per anche per farsi carico del superamento di quelle fratture e di quei conflitti che possono mettere in crisi l’unione di una comunità come la nostra. Una forma di “accoglienza” che si rispecchia nello slogan, così come nel progetto che continua la propria corsa “Diamoci una Mano 2.0” che prevede corsi di formazione e tutoraggio di ragazzi verso chi ne ha più bisogno. Sono già 24 le domande.
“Quando si accoglie qualcuno si cerca sempre di mettere ordine nella casa, per non fare brutta figura, per poter offrire con orgoglio le cose migliori – ha spiegato Piero Sacchi dell’Ics – Un programma per l’accoglienza deve occuparsi della città, dei suoi quartieri, dei suoi abitanti, della gestione degli spazi urbani, della lotta al degrado. Il programma per l’accoglienza richiede l’intervento degli abitanti della sponda alessandrina, di questa città che negli ultimi venticinque anni è diventata multietnica. Il programma per l’accoglienza coinvolge già da ora le centinaia di cittadini che, venendo ‘da altre sponde’, sono ospitati presso i centri di protezione e accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati”.

Un preavviso che non permette di avere ancora le idee chiare sui progetti che verranno finanziati con questa edizione 2016, che guardano al piano internazionale ma anche a casa nostra. “Una delle proposte che ha iniziato a fare capolino è quella di finanziare un progetto di ampliamento delle zone wi-fi nel centro cittadino” ha anticipato Sacchi. Questo permetterebbe di avere più luoghi di aggregazione e sarebbe un progetto che guarda ai cittadini alessandrini, così come a chi arriva “dall’altra sponda”.