Museo Grigio, ovvero l'”enciclopedia” dell’Alessandria Calcio
Materia Grigia incontra Emanuele Bellingeri, fondatore e presidente di Museo Grigio. Una realtà straordinaria, riferimento imprescindibile per tutti gli appassionati (e anche per gli addetti ai lavori)
Materia Grigia incontra Emanuele Bellingeri, fondatore e presidente di Museo Grigio. Una realtà straordinaria, riferimento imprescindibile per tutti gli appassionati (e anche per gli addetti ai lavori)
MATERIA GRIGIA – L’Unione Sportiva Alessandria Calcio 1912 oggi è una società solida e con grandi ambizioni, ma ha anche un passato prestigioso, di cui i tifosi sono particolarmente orgogliosi. Gente speciale, quella che ha nel cuore la mitica maglia grigia. Tra questi, vi è certamente Emanuele Bellingeri (per gli amici Lele), che è il fondatore e il presidente di Museo Grigio, una realtà di grandissimo interesse, fondamentale punto di riferimento per gli appassionati e per tutti coloro che a vario titolo si occupano dell’Alessandria.
Museo Grigio è un’associazione indipendente, apolitica e senza scopo di lucro (Lele, giustamente, lo ribadisce più volte), che ha l’obiettivo di “sostenere e divulgare l’immagine dell’Alessandria Unione Sportiva, la sua cultura e la sua storia”. Fondamentale è il sito (www.museogrigio.it), dove si possono ammirare oltre duemila immagini della plurisecolare avventura della nostra compagine: “Il progetto prevede la condivisione dei dati statistici di tutte le partite disputate e le schede dei giocatori in forza alla squadra a partire dal 1912 costituendo una vera e propria enciclopedia online sui Grigi. Sul blog invece si possono leggere i racconti e gli articoli sulle gesta dei campioni, delle partite, gli aneddoti e i commenti ragionati sulle vicende della squadra grigia”.
Siamo dunque particolarmente lieti di incontrare Lele Bellingeri, e con lui abbiamo a lungo discusso di questa realtà originale e importante (nota e apprezzata da molti sportivi di tutta Italia), ma anche del passato, del presente e del futuro della nostra squadra. Lele, in effetti, da sempre tifoso dei Grigi (ha fatto parte dei gruppi organizzati della Curva Nord di Alessandria dal 1987 ed è stato tra i promotori dell’Associazione Orgoglio Grigio), dal 2012 è anche responsabile della relazione con i tifosi per l’Alessandria Calcio.

Proprio ragionando del tifo alessandrino, Lele ci propone un’analisi di particolare interesse: “Noi abbiamo una tifoseria appassionata che per molti aspetti non ha nulla da invidiare a quelle di Serie A. Esiste uno zoccolo duro di 1000-1500 persone, una società ben organizzata e un ambiente che potrebbero reggere il confronto anche con alcune realtà della massima categoria. Ciò che manca è un coinvolgimento costante e più ampio del resto della tifoseria. Il numero di abbonati, pur molto significativo, potrebbe essere ulteriormente incrementato, e per una piazza come la nostra ci si potrebbe aspettare una media di 3000/3500 spettatori a partita, come avviene in stadi tipo Cremona o Mantova, o anche a Ferrara per la Spal, che pur come noi non calca da tempo campi di categorie superiori. Le persone che hanno a cuore i Grigi sono sempre andate allo stadio, in Eccellenza, in Serie D, o nella Serie C di bassa classifica. C’è un’attenzione altissima, come attestano pure le vivacissime discussioni su Internet e sui Social network. Però le presenze al Moccagatta potrebbero essere ben superiori rispetto alla media attuale, che al primo risultato negativo cala significativamente. La squadra per crescere ha bisogno di un grande pubblico, anche al di là del pur fondamentale apporto della Gradinata Nord”. Ecco dunque un primo importante suggerimento: “Per aumentare questo zoccolo duro occorre che la società continui nella strada intrapresa, con tutta una serie di iniziative che noi tifosi consigliavamo e auspicavamo anche in passato, dalla semplice locandina che pubblicizza la partita a qualsiasi tipo di merchandising e marketing. Bisogna coinvolgere la città nella sua interezza e valorizzare tutti coloro che cercano di interessarsi all’Alessandria. E magari ragionare di formule innovative, come ad esempio un azionariato popolare ben inteso, che faccia percepire la squadra come un patrimonio comune, un bene di tutta la città. L’idea potrebbe essere quella di un supporter-trust, di una ownership non in senso economico, ma ad un livello – per così dire – più ‘sentimentale’. Non si tratterebbe, cioè, di prendere decisioni al posto del Presidente o di interferire nella gestione economica della società, ma di trovare modalità organizzative che facciano sempre più sentire il tifoso una parte essenziale del club, responsabilizzando tutti verso le sorti della squadra e temperando magari l’attitudine iper-critica di alcuni. Tutti sono delusi dopo una sconfitta, ma a volte qui c’è un po’ la tendenza a esagerare e a enfatizzare gli aspetti negativi, invece di apprezzare quelli positivi, che non sono pochi “.


Ma questo “museo”, ci chiediamo, è destinato a rimanere soltanto virtuale, o prima o poi potrebbe trasformarsi anche in un luogo fisico? Pronta la risposta di Lele: “Non abbiamo ancora parlato con la Società di questo aspetto, ma penso che siamo molto allineati. Adesso non avrebbe senso uno spazio fisso di quel tipo, perché non sarebbe sostenibile. Le persone andrebbero a vederlo una volta o due, e poi basta. Ma nel momento in cui, come ci auguriamo, l’Alessandria raggiungerà categorie superiori, ci dovrà essere una crescita di tutto l’ambiente, con strutture nuove, un’attenzione particolare al merchandising (e già si è fatto molto in questo ambito) e magari una riconsiderazione dello spazio museale. Quello che non dobbiamo fare è metterci in testa degli obiettivi che poi non possiamo raggiungere. Noi di Museo Grigio normalmente quando diciamo una cosa poi la realizziamo. Se non ne parliamo è perché non riteniamo che ci siano le condizioni per portare il progetto a termine. Dunque facciamo un passo alla volta, guardando comunque con fiducia alla crescita della società e all’attenzione sempre maggiore che il territorio riserva alla nostra squadra”.

Speriamo dunque che sia di buon auspicio per un percorso vincente dei Grigi che possa concretizzarsi nel raggiungimento di obiettivi importanti. Dopo l’inizio deludente di campionato, le ultime due vittorie danno fiducia. Ma su questo Lele preferisce non soffermarsi. “Credo molto nella professionalità e nella specializzazione sul lavoro. Io non faccio l’allenatore di calcio e, anche se vedo le partite da quando avevo sei anni, e per certi versi posso dire di vivere per il calcio, non voglio sconfinare in un ambito professionale che non è il mio, pensando di sostituirmi all’allenatore, al direttore sportivo o al presidente. Posso dire che le aspettative dell’ambiente a inizio stagione erano altissime, e questo può avere certamente avuto un peso, Molti di noi si sentivano già in serie B, e la delusione dopo le prime gare è stata grandissima. Ma è certo che abbiamo tutte le potenzialità per arrivare a raggiungere obiettivi importanti”. E Museo Grigio, ovviamente, è già pronto a raccogliere le immagini di nuovi trionfi, per la gioia degli appassionati di ieri, di oggi e di domani.
(A cura di Giorgio Barberis e Gianluca Ivaldi, foto di Gianluca Ivaldi)