Cavalcavia: la messa in sicurezza è ancora un miraggio
Dopo l'ennesimo incidente avvenuto nel weekend, con un'auto finita nella scarpata, prosegue l'interminabile tira e molla in attesa dei lavori per migliorare la viabilità del tratto. "Aspettiamo i fondi dalla Regione" spiegano dalla maggioranza. I fatti raccontano che è almeno 20 anni che Alessandria aspetta una soluzione che sembra non arrivare mai
Dopo l'ennesimo incidente avvenuto nel weekend, con un'auto finita nella scarpata, prosegue l'interminabile tira e molla in attesa dei lavori per migliorare la viabilità del tratto. "Aspettiamo i fondi dalla Regione" spiegano dalla maggioranza. I fatti raccontano che è almeno 20 anni che Alessandria aspetta una soluzione che sembra non arrivare mai
ALESSANDRIA – Dopo l’ennesimo incidente avvenuto nel weekend, quando un’auto, dopo aver rotto il parapetto, è scivolata nella scarpata (per fortuna senza conseguenze per il conducente, a parte un forte spavento), si torna a parlare della messa in sicurezza del cavalcavia di viale Brigata Ravenna, che collega il quartiere Cristo con il centro città.
Un’opera di sistemazione del passaggio, che da sempre è ritenuto pericoloso non solamente per le auto ma soprattutto per i pedoni e per chi si sposta in bicicletta, è già stata progettata da tempo, ma non è mai entrata nella fase realmente operativa.
Il problema, come spesso capita, è quello dei fondi. In un primo tempo sarebbero dovuti arrivare dallo Stato, a seguito dell’alienazione di alcuni beni demaniali, poi fu la volta degli oneri di urbanizzazione, dai quali la Giunta sperava di poter ottenere la liquidità sufficiente per avviare il cantiere in breve tempo. Oggi, quando anche questa opzione è sfumata – “perché, rispetto agli anni passati, molti lavori in città sono fermi, complice la crisi dell’edilizia, e quindi anche i relativi oneri di urbanizzazione che dovrebbero essere pagati da chi costruisce sono molto diminuiti”, come ha spiegato l’assessore Marcello Ferralasco – si guarda alla Regione Piemonte per vedere l’opera finanziata.
L’intervento, che prevede fra l’altro l’eliminazione del semaforo in fondo al cavalcavia dal lato di Piazza D’Annunzio e la sostituzione dello stesso con una rotonda, dovrebbero essere finanziato da Torino grazie a capitoli di spesa legati ai piani territoriali integrati: “l’accordo c’è già – assicura Ferralasco – ma finché la Regione non dà il via libera ufficiale, noi non possiamo avviare la gara 
Paladino della sistemazione del cavalcavia, fin da quando si trovava all’opposizione, è sempre stato un altro assessore, Claudio Falleti, che però tiene a precisare come non sia responsabilità dell’attuale Giunta se l’avvio dei lavori sta andando per le lunghe: “avevamo fatto promesse ai cittadini – racconta – e se non sono ancora state mantenute è perché la maggioranza di allora (oggi opposizione) aveva presentato un quadro della situazione finanziaria ben diverso da quello che è poi stato verificato nella realtà. Già nei prossimi giorni tornerò alla carica con gli uffici di competenza per cercare di avere tempi certi sulla partenza dei lavori. Per noi la messa in sicurezza di quel tratto di strada resta una priorità”.