La “squadra” di Materia Grigia incontra il presidente Luca Di Masi
Materia Grigia ha intervistato il presidente Luca Di Masi. Un dialogo a tutto tondo con chi ha deciso di portare l'Alessandria in Serie B
Materia Grigia ha intervistato il presidente Luca Di Masi. Un dialogo a tutto tondo con chi ha deciso di portare l'Alessandria in Serie B
MATERIA GRIGIA – Ci accoglie nella sede dei Grigi, in un ufficio che risplende di trofei e foto d’epoca. È un piacere incontrare Luca Di Masi, il presidente dell’Alessandria, che ha ridato solidità e slancio a una società blasonata, ma da troppo tempo lontana dai palcoscenici prestigiosi che le competerebbero, e che i tifosi si augurano di raggiungere presto. Un dialogo fitto di quasi un’ora, che ha spaziato su molti argomenti, ma che ovviamente si è concentrato sull’avventura calcistica di quest’anno, iniziata con grandi aspettative. Del resto, pochissimo è lo spazio che rimane al presidente per le passioni extra calcistiche. L’atttività imprenditoriale, la famiglia e la presidenza dell’Alessandria lo assorbono completamente. “In effetti sono molto impegnato durante tutta la settimana, quindi almeno il sabato cerco di dedicarlo alla famiglia, alle mie bambine di 5 e 3 anni. Fino a poco tempo fa giocavo a golf a discreti livelli, però ho preferito rinunciare. Essendo un tipo molto competitivo non mi accontento di partecipare per puro divertimento…”.
Per sua stessa ammissione, dunque, Luca Di Masi è “molto competitivo”, ma allo stesso tempo – aggiungiamo noi – più che obiettivo. E con obiettività inizia a parlare dello sfogo “post Cuneo” apparso sul sito dei Grigi e sulla pagina ufficiale di Facebook. “Finora abbiamo fatto 5 partite, ne abbiamo vinte 4 e persa una (l’intervista precede la quarta giornata, avversaria la Cremonese, n.d.r.). Quest’anno, è normale, tutti si aspettano molto da noi, – spiega Di Masi – siamo tra le favorite per la vittoria finale. Ma tra i tifosi non dovrebbe esserci la pretesa di vincerle tutte 3 o 4 a zero, è un atteggiamento sbagliato secondo me. Soprattutto quando in una squadra ci sono 7-8 giocatori nuovi che devono ancora trovare i giusti equilibri”. E’ anche vero che i nuovi elementi sono quasi tutti abituati a gestire certe pressioni, ma un po’ di pazienza e sangue freddo, in situazioni simili, sono molto più utili alla causa; “ad ogni modo non volevo lanciare bacchettate, ma solo invitare tutti a restare più uniti, senza cadere in eccessivi disfattismi”, precisa il presidente.

A proposito di futuro, quali sono gli obiettivi e i traguardi che Luca Di Masi vuole raggiungere alla guida dei grigi, quantomeno nel medio periodo? “Dal punto di vista calcistico l’obiettivo è sicuramente quello di andare in Serie B. E sono certo che in Serie B ci andremo – assicura senza timore il presidente -; purtroppo non posso dire in quanto tempo. Quest’anno siamo attrezzati per salire, ma le variabili durante una stagione sono talmente tante che posso solo assicurare che in questo campionato certamente ci proveremo; poi è anche vero che in certe categorie basta davvero pochissimo per perdere il treno giusto”. Serie cadetta nella quale l’Alessandria manca da troppo tempo: “non saliamo in Serie B da 41 anni. I grigi nella loro storia di fatto sono stati più in Serie C che in B, purtroppo dovendo attraversare anche diverse vicissitudini societarie che ne hanno provocato la retrocessione in categorie non adeguate al blasone della squadra”. Una promozione che porterebbe benefici anche alla città stessa, così come, più in generale, al territorio alessandrino, con il quale Di Masi dichiara di avere “un buonissimo rapporto. Abbiamo stretto e stiamo stringendo collaborazioni con diverse realtà commerciali della zona. Come società ci sentiamo parte integrante della città e della provincia”. Per il futuro, sarà necessario anche un maggior dialogo con le Istituzioni, a partire dalla complessa situazione dello stadio (al quale dedicheremo prossimamente un ragionamento specifico, n.d.r.).

Proprio a proposito di equilibri, come trova Di Masi – ci chiediamo – l’equilibrio (una bella parola, che ritorna in più occasioni nel corso dell’intervista) tra la dimensione privata della propria attività lavorativa, che ha sede a Torino, e quella più “pubblica” che riguarda l’aspetto prettamente sportivo? “Riesco a trovare il giusto equilibrio anche grazie alle persone di fiducia che mi hanno seguito in questa avventura, che prima svolgevano ruoli simili ma in aziende private molto importanti. Persone che, in un certo senso, ho portato via da luoghi sicuri per coinvolgerli in questa appassionante ma forse un po’ più incerta esperienza lavorativa (sorride ancora, n.d.r). Sono comunque persone di cui mi fido ciecamente e delle quali conosco la profonda professionalità”. Giusto riconoscimento per una società solida e per uno staff affiatato ed efficiente in tutte le sue componenti.

E il settore giovanile? Una squadra di Lega Pro che mira a traguardi importanti non può trascurare i talenti del vivaio, ed anche in questo caso il lavoro mirato della società è sotto gli occhi di tutti. Ed in effetti, come conferma lo stesso presidente, “si è già visto un notevole miglioramento. Abbiamo ricreato la scuola calcio, che prima non c’era, un passaggio fondamentale per una società in rifondazione. In questo modo non soltanto fidelizzi i bambini ad un marchio, ma li fai crescere in un ambiente sano che allo stesso tempo ispira ambizione. Credo che già quest’anno, sia con gli Allievi che con la Berretti, si possano raggiungere le finali nazionali. Come ho già detto il mio obiettivo è quello di riuscire a portare ogni anno almeno un giocatore della Berretti in prima squadra. Quest’anno nel campionato Berretti si possono schierare le classi ’96/’97/’98, di ’96 non ne abbiamo neanche uno, perché è troppo facile vincere i campionati con i più grandi della categoria; abbiamo invece molti ’97, la maggior parte, più qualche ’98”.
La stagione è appena iniziata, una stagione probabilmente più equilibrata di quella passata, “ma secondo me con 4-5 squadre sopra le altre”, afferma Di Masi. La domanda sorge perciò quasi spontanea: se dovesse fare un nome sopra tutte nel gruppetto delle favorite? Risposta altrettanto immediata: “l’Alessandria”. Una sicurezza che ben si confà a un presidente giovane e ambizioso, dal quale è lecito attendersi grandi traguardi per il futuro.
(Intervista a cura di Alessandro Francini e Giorgio Barberis, foto di Gianluca Ivaldi)