E’ arrivato il momento dei dati “sexy” in Comune?
Dalla settimana digitale che si conclude oggi con la presentazione di unapp dedicata alla città emergono le prime indiscrezioni su un piano per cambiare completamente il sito internet di Palazzo Rosso, che ospiterà via via servizi interattivi dedicati ai cittadini, intanto cresce il wi-fi libero e si intravvedono i primi dati liberati dal gruppo Open Data
Dalla ?settimana digitale? che si conclude oggi con la presentazione di un?app dedicata alla città emergono le prime indiscrezioni su un piano per cambiare completamente il sito internet di Palazzo Rosso, che ospiterà via via servizi interattivi dedicati ai cittadini, intanto cresce il wi-fi libero e si intravvedono i primi ?dati liberati? dal gruppo Open Data
ALESSANDRIA – Per ora la quantità di dati presenti relativi al capoluogo è ancora limitata, appena 5 data set, quasi tutti relativi all’anagrafe, ma nelle prossime settimane è previsto che crescano costantemente, arricchendosi di informazioni sempre più “sexy” e preziose. Un dato può essere davvero sexy? Secondo il gruppo Open Data Alessandria sì, come spiegato in uno degli incontri previsti all’interno della settimana digitale promossa da Palazzo Rosso. I dati sono conoscenza, ma anche la base indispensabile per progettare nuovi business e investimenti in città. Sono garanzia di maggiore trasparenza e controllo da parte dei media e dei cittadini, e possono trasformarsi più o meno facilmente in servizi concreti al servizio della collettività. Dopo un lavoro durato ormai alcuni anni, sul portale dati.piemonte.it sono così comparse le prime informazioni “liberate” che riguardano la città: per esempio il numero di abitanti ripartiti per quartiere di residenza, o il numero di famiglie straniere per ogni zona (in articoli futuri vedremo come gli stessi possono essere utilizzati in concreto ndr). Un primo passo che porta con sé tutto il lavoro preliminare per infondere nel Palazzo l’importanza di archiviare da ora in poi le informazioni tutte in digitale, ordinandole con metadati e “tag” che consentano loro di essere ricercate da chi le vuole utilizzare, e diffuse in formati liberi e con licenze creative commons che consentano di riulizzarle.
Il dado è tratto dunque, e non potrebbe essere altrimenti se si considera che con la nuova riforma della Pubblica Amministrazione si intravvedono responsabilità crescenti da parte dei Comuni nel cammino di digitalizzazione dei servizi offerti ai cittadini, potenziando parallelamente la fornitura di internet gratuito in città, attraverso sempre più ampie zone di “free wi-fi”, dove sarà possibile navigare senza limiti di tempo semplicemente agganciandosi alla rete, senza dover effettuare alcuna registrazione. A questo proposito, fra le anticipazioni offerte dall’assessore Mauro Cattaneo che della settimana digitale è il primo promotore “si sta ragionando di coinvolgere direttamente i cittadini nella scelta dei luoghi migliori in città in cui offrire il servizio di connessione. Intanto la biblioteca è ora completamente coperta dal wi-fi pubblico e si può navigare liberamente. Un bel servizio offerto in primo luogo ai tanti studenti che vengono qui ogni giorno”.
A discutere di come cambierà il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione nel prossimo futuro hanno preso parte, in una tavola rotonda di discussione, Michele Vianello (a lungo vicesindaco di Venezia e braccio destro di Cacciari, oggi consulente per PA e privati in merito ai processi di digitalizzazione e alla gestione di servizi web), il giornalista Fabio Malagnino e il ‘digital champion’ Stefano Leucci, uno dei più attivi membri del gruppo Open Data Alessandria.

Cosa vuol dire in concreto? Che a fronte di una serie di attività per garantire una crescente diffusione di internet fra i propri cittadini (vero diritto da diffondere a tutti, anche per garantire una piena fruizione, in prospettiva, degli strumenti di democrazia partecipativa che la Rete è in grado di mettere a disposizione), i Comuni dovranno investire tempo e risorse per ridisegnare la propria organizzazione interna in modo da rendere effettivamente fruibili una serie crescente di attività via web, cioè facendo sì che un abitante possa compiere online operazioni come iscrivere il proprio figlio a scuola o compilare un’autocertificazione, senza doversi mai fisicamente recare allo sportello in Comune. La partita è seria perché se questo processo di digitalizzazione non sarà compiuto, in tempi rapidissimi, gli stessi atti burocratici emessi da un comune potranno essere dichiarati nulli.
E’ in questo contesto di riforme che vedrà la luce, ma non si sa ancora quando, un sito internet del Comune di Alessandria completamente rinnovato, insieme a una strategia di comunicazione sui social network anch’essa rivista. Il progetto per ora, che è in fase embrionale, è top secret, ma chiara è la volontà di reimpostare per i prossimi anni la fruizione dei servizi e la ricerca delle informazioni attraverso il portale ufficiale dell’Ente. “Continuare a lavorare su un sito figlio degli anni 90 e dei primi processi di utilizzo della rete non ha senso – ha confermato Cattaneo – serve prima la capacità di riorganizzarsi internamente e poi la traduzione di questo lavoro in un’interfaccia che sia davvero di semplice utilizzo per tutti (al contrario di quella attuale ndr) con informazioni facili da trovare e, soprattutto, la possibilità concreta di svolgere una serie di attività direttamente online”. Vedremo cosa ci riserverà il futuro.