Una “Marcia degli Scalzi” per il diritto all’accoglienza
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Marco Madonia - marco.madonia@alessandrianews.it  
12 Settembre 2015
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Una “Marcia degli Scalzi” per il diritto all’accoglienza

Da piazza Marconi a piazzetta della Lega, venerdì 11 settembre anche nel capoluogo si è tenuta la marcia degli scalzi: almeno 250 persone hanno sfilato in silenzio, molte a piedi nudi, per ricordare la necessità di un "cammino di civiltà" verso l'accoglienza di chi fugge da situazioni terribili rischiando la vita e merita di essere accolto

Da piazza Marconi a piazzetta della Lega, venerdì 11 settembre anche nel capoluogo si è tenuta la marcia degli scalzi: almeno 250 persone hanno sfilato in silenzio, molte a piedi nudi, per ricordare la necessità di un "cammino di civiltà" verso l'accoglienza di chi fugge da situazioni terribili rischiando la vita e merita di essere accolto

ALESSANDRIA – Anche ad Alessandria, come in molte altre città italiane, venerdì 11 settembre alle 17 si è svolta una marcia di solidarietà ai rifugiati, perché, dicono gli organizzatori, “è arrivato il momento di decidere da che parte stare. E’ vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte. Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E’ difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un’altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno. Sono questi gli uomini scalzi del XXI secolo e noi stiamo con loro. Le loro ragioni possono essere coperte da decine di infamie, paure, minacce, ma è incivile e disumano non ascoltarle”.

Circa 250 persone hanno così sfilato in silenzio, da piazza Marconi a piazzetta della Lega, unendosi idealmente a tutti coloro che hanno fatto altrettanto in altre città italiane. 

Alla Marcia alessandrina hanno aderito: “Aps Cambalache, IPAB Soggiorno Borsalino, Social Domus, Cooperativa Coompany, Associazione Serenity 2000, Casa di Quartiere, Ics Onlus, Associazione Sole, Associazione Verso il Kurdistan, Associazione Medea, Rete Radiè Resch, Gruppo Emergency di Alessandria, Comitato Colibrì, GMI di Alessandria, Cgil, Anolf Cisl, Calebasse, Associazione della Pace e della Non Violenza, Amici Neve Shalom WahatalSalam e semplici cittadini desiderosi di portare la propria testimonianza e il proprio sostegno all’iniziativa”. 

“La Marcia degli Uomini Scalzi parte da queste ragioni e inizia un lungo cammino di civiltà – hanno spiegato gli organizzatori – È l’inizio di un percorso di cambiamento che chiede a tutti gli uomini e le donne del mondo globale di capire che non è in alcun modo accettabile fermare e respingere chi è vittima di ingiustizie militari, religiose o economiche che siano. Non è pensabile fermare chi scappa dalle ingiustizie, al contrario aiutarli significa lottare contro quelle ingiustizie. Dare asilo a chi scappa dalle guerre, significa ripudiare la guerra e costruire la pace. Dare rifugio a chi scappa dalle discriminazioni religiose, etniche o di genere, significa lottare per i diritti e le libertà di tutte e tutti. Dare accoglienza a chi fugge dalla povertà, significa non accettare le sempre crescenti disuguaglianze economiche e promuovere una maggiore redistribuzione di ricchezze” conclude il comitato promotore.

“Per chiedere con forza i primi necessari cambiamenti delle politiche migratorie europee e globali: certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature, accoglienza degna e rispettosa per tutti, chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti, creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino. Perché la storia appartenga alle donne e agli uomini scalzi e al nostro camminare insieme”.

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