Scritte e storie sepolte
Prosegue il nostro viaggio alla scoperta della Cittadella "segreta", raccontata da chi la ama, la studia, la protegge, la vive quotidianamente o l'ha vissuta in passato. Lo sapete che la fortezza custodisce più di 1500 graffiti dei militari che lì vi hanno soggiornato?
Prosegue il nostro viaggio alla scoperta della Cittadella "segreta", raccontata da chi la ama, la studia, la protegge, la vive quotidianamente o l'ha vissuta in passato. Lo sapete che la fortezza custodisce più di 1500 graffiti dei militari che lì vi hanno soggiornato?
La sua passione è quella di ricostruire la vita quotidiana che si trascorreva in Cittadella, andando alla ricerca dei segni lasciati dai soldati, raccogliendo vecchie foto e scattandole di sue: tantissime foto, se è vero che ha già immortalato più di 1500 “firme” lasciate dai militari che sono passati da lì.
“Beccato” dai volontari del Fai mentre era intento a raccogliere materiale fotografico, è stato coinvolto ed è così diventato a sua volta guida in Cittadella, offrendo ai visitatori che lo desiderano il racconto di tantissimi aneddoti che hanno riguardato la struttura, tracce di storie di persone che lì hanno vissuto: storie di amori e di suicidi, di omicidi e di prigionia.
Sapete come si organizzavano per il rancio i soldati in epoca savoiarda? E dove facevano i loro bisogni? Secondo voi tutti i mattoni della Cittadella sono uguali? E come si orientavano i soldati e i magazzinieri nella rete sconfinata di gallerie sotterranee?
Scopriamolo insieme!


Tutte le stanze, anche sotterranee e le gallerie erano numerate, in quanto si doveva sapere esattamente dove si metteva il materiale o chi viveva in quel determinato ambiente, erano molto ordinati (epoca Savoia). Ma anche in questi frangenti il grado fa la differenza, se nei locali destinati alla truppa i numeri, seppur gradevoli come caratteri, sono segnati isolati, mentre nei locali riservato al governatore e gli ufficiali (per intenderci dove ora c’è la mostra delle divise dei bersaglieri) i numeri sono tutti abbelliti con foglie o similari.

La differenza di costruzione in epoca savoiarda e in seguito quella francese la si può vedere da come venivano costruiti i muri. La tecnica Savoia (perché pensavano che le mura sarebbero state molto più robuste, seppur lo spessore oltre i mt.2,00) consisteva in uno strato di mattoni messi per il lato lungo e lo strato successivo messo per la parte corta. Mentre i francesi andavano sempre a stratificare i mattoni dal lato lungo sovrapponendoli.





