Una Cittadella (chiusa) da salvare
Come nella favola de "la Bella Addormentata", la fortezza alessandrina cadrà da oggi in un sonno profondo lungo almeno 35 giorni. Mentre la Polizia Municipale indaga sulla presenza di amianto e attività illegali al suo interno, da settembre si risveglierà con regolamenti comunali per l'assegnazione degli spazi, un punto turistico gestito da Costruire Insieme e, forse, la riapertura di un bando per la sua gestione
Come nella favola de "la Bella Addormentata", la fortezza alessandrina cadrà da oggi in un sonno profondo lungo almeno 35 giorni. Mentre la Polizia Municipale indaga sulla presenza di amianto e attività illegali al suo interno, da settembre si risveglierà con regolamenti comunali per l'assegnazione degli spazi, un punto turistico gestito da Costruire Insieme e, forse, la riapertura di un bando per la sua gestione
Fra l’indignazione generale – l’appello di Fratelli d’Italia è solamente l’ultimo in ordine di tempo – la fortezza del 700 pare non trovare pace, e forse mai come oggi avere un futuro incerto davanti a sé. L’Amministrazione ha fatto sapere che, dopo i nostri servizi sullo stato di abbandono della Cittadella, fra amianto, abitazioni e orti abusivi, rifiuti industriali, ma perfino pullman e corriere lasciati a marcire fra i bastioni, è stato richiesto l’intervento da parte della Polizia Municipale, che ha seguito i percorsi da noi suggeriti e raccolto diversi rilievi. “La sfida sarà ora quella di riuscire a intervenire, per esempio rimuovendo i mezzi pesanti che si trovano lì – spiegano dalla Giunta – ma l’operazione è tutt’altro che semplice, e bisogna trovare i fondi per portarla a termine”.


Il tutto, in attesa di novità sulla riapertura del bando che potrebbe assegnare la gestione della Cittadella in futuro a privati, o a una soluzione mista che tenga insieme pubblico e privato, ciascuno con suo ruolo. Tempi certi in questa direzione pare non ce ne siano ancora, così come sicurezza che vi siano soggetti privati davvero interessati alla struttura, che porta con sé molti vincoli ed enormi costi di ristrutturazione. Quel che è certo è la Cittadella da oggi cadrà in un sonno lungo almeno 35 giorni, il tempo necessario all’ultimazione del cantiere per il Meier, con l’Amministrazione di Palazzo Rosso che continua a rassicurare chi teme che per raccordare il ponte con l’attuale manto stradale non basti solamente lo spazio antistante il piccolo parcheggio di via Pavia ma sia necessario “invadere” parte della Porta Reale. Questo sì che sarebbe un danno irreparabile, considerando che uno dei valori più grandi della Cittadella a livello europeo è proprio dovuto dall’aver mantenuto nel tempo i suoi argini intatti, senza che la città, come avvenuto altrove, l’abbia in parte inglobata e trasformata “integrandola” con raccordi viabili e altre operazioni distruttive.