Teatro comunale, è la volta buona?
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Teatro comunale, è la volta buona?

Approvato dalla Giunta l'atto di indirizzo per la riapertura e il rilancio del teatro comunale. Si apre la discussione in commissione e, poi, in consiglio. Primo punto: acquisire il diritto di superficie da Aspal e riaprire entro dicembre 2015. “Sarà un luogo di produzione e messa in scena di nuovi contenuti attraverso contaminazioni tra differenti discipline e professionalità”

Approvato dalla Giunta l'atto di indirizzo per la riapertura e il rilancio del teatro comunale. Si apre la discussione in commissione e, poi, in consiglio. Primo punto: acquisire il diritto di superficie da Aspal e riaprire entro dicembre 2015. ?Sarà un luogo di produzione e messa in scena di nuovi contenuti attraverso contaminazioni tra differenti discipline e professionalità?

ALESSANDRIA – I lavori di bonifica del teatro comunale verranno terminati entro ottobre 2015. E’ stato scritto nero su bianco nell’atto di indirizzo che ha approvato la giunta di Rita Rossa e che sarà discusso la prossima settimana in commissione cultura e, subito dopo, in consiglio comunale.
Non è l’unico punto fermo indicato nell’atto di indirizzo. Si parla di riapertura (entro dicembre 2015), e di programmi futuri. Questi ultimi si, per ora solo abbozzati.
Ad ottobre la società Swith 1988 dovrà terminare la bonifica. Il 13 ottobre, per la precisione. Data indicata dal tribunale di Alessandria nell’ambito del procedimento penale che ha visto coinvolta la stessa Swich per l’inquinamento da amianto.
Il passo immediatamente successivo dell’amministrazione comunale sarà quindi quello di rientrare nel diritto di superficie, di cui oggi è ancora titolare Aspal, società in liquidazione.
“Il primo obiettivo, acquisito l’immobile una volta terminata la bonifica – si legge nell’atto di indirizzo – è quello di riallestire e recuperare funzionalmente le sale Ferrero, Zandrino e Foa e di riprendere le attività culturali dal mese di dicembre 2015”.
Il secondo obiettivo è quello di “realizzare uno studio di progettazione preliminare e un piano di gestione per il recupero e la rifunzionalizzazione del Teatro Comunale”.
Ma, per arrivare a questo, “è necessario rivedere profondamente le funzioni e la missione dell’edificio, che si pone all’interno di “un’area di potenziale aggregazione della comunità cittadina (comprendente i giardini pubblici, l’antistante piazza, e in prossimità della stazione ferroviaria) con un vitale ruolo sociale, culturale, commerciale, e sottolineato che decisioni rispetto al suo futuro possono condizionare la futura vocazione dell’intera area, costituendone alternativamente elemento di degrado o di valorizzazione”. Di tutto, di più insomma.
Ripartendo, più prosaicamente, dal Teatro, lo studio di fattibilità dovrebbe coinvolgere anche soggetti privati, attraverso lo strumento del project financing.
In tempi brevi servono infatti risorse per riprogrammare la stagione “anche attraverso di società come Live Piemonte dal vivo”. In tempi altrettanto brevi, servono risorse per riallestire e recuperare l’intera struttura. “La valutazione imprescindibile è pensare al Teatro Comunale come punto di riferimento polivalente che raccolga una pluralità di funzioni che favoriscano da un lato la ripresa delle attività e della programmazione culturale, i cui oneri si poggino sostanzialmente su entrate generate dalle manifestazioni culturali in esso programmate e da introiti derivanti dalla compresenza di attività economiche qualificate che siano in qualche modo coerenti con la missione culturale e aggregativa dell’edificio”, evidenzia l’atto di indirizzo.
La discussione è aperta, spazio alla fantasia.
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