La “buona scuola” è legge, ma i sindacati provinciali promettono battaglia
Da giovedì 9 il DDL sulla riforma della scuola è legge; sindacati, docenti e studenti restano compatti nel ribadire la loro contrarietà alla "buona scuola". "Il Governo vuole delegittimarci, ma la protesta continuerà in maniera unitaria" dichiarano Serena Morando di Flc Cgil Alessandria e Carlo Cervi di Cisl Scuola
Da giovedì 9 il DDL sulla riforma della scuola è legge; sindacati, docenti e studenti restano compatti nel ribadire la loro contrarietà alla "buona scuola". "Il Governo vuole delegittimarci, ma la protesta continuerà in maniera unitaria" dichiarano Serena Morando di Flc Cgil Alessandria e Carlo Cervi di Cisl Scuola

Dalle parole dei due rappresentanti sindacali traspare una certa dose di sconforto, ma entrambi si dicono tutt’altro che rassegnati. “La prospettiva dell’unione sindacale va avanti perché l’attacco alla scuola è durissimo. Ci stiamo già organizzando per capire come mantenere viva la protesta a partire già dal 1° settembre; – dichiara Serena Morando di Flc Cgil – pensiamo che molte delle norme contenute nella legge siano molto vicine all’incostituzionalità, chiederemo quindi un’attenta valutazione da parte degli organi competenti e se sarà necessaro anche un intervento della Corte Costituzionale”.

Il ministro Giannini ha parlato di “una legge che mira a dare più autonomia alla scuola italiana”, un’autonomia che per i sindacati, così come per molti insegnanti e studenti, sarebbe in realtà la maschera di un chiaro tentativo di privatizzazione dell’istituzione scolastica. “La legge sull’autonomia delle scuola c’era già (D.M. 275 del ’99, n.d.r.), ha iniziato a funzionare ma poi ha avuto un rallentamento perchè sono venute a mancare le risorse finanziarie ed umane. – sostiene la Morando – L’autonomia è stata inficiata non dai presidi senza sufficienti poteri ma dalla carenza di risorse. Per far ripartire la legge sull’autonomia bastava ridare alla scuola tutto quello che negli ultimi venti anni gli è stato sottratto. Dare più autorità al dirigente scolastico non significa dare autonomia alla scuola”. Al pensiero della Morando fa eco quello del segretario di Cisl Scuola Alessandria; “autonomia significa far gestire ad ogni istituto la propria offerta formativa, senza però mirare alla privatizzazione, come sta facendo questo Governo, ma con l’ampliamento di disponibilità, di apertura, di condivisione, e con una maggior considerazione degli organi oollegiali. Tutti principi che con questa legge vengono sistematicamente ignorati”.
Quale situazione si profila in vista dell’inizio dell’anno scolastico e fino a giugno 2016? Secondo Serena Morando di Flc Cgil “il prossimo anno sarà un anno di transizione, di grande caos ed estremo contenzioso. I sindacati certamente non resteranno a guardare ma prepareranno le loro contromosse”. “Caos dovuto anche alle procedure di assunzione di questi fantomatici 100 mila insegnanti; – spiega Cervi – 47 mila di questi, tra l’altro, non saranno assunti dai dirigenti scolastici ma in base alle vecchie regole (concorsi precedenti e svuotamento GAE, n.d.r.). I tempi sono estremamente ristretti, i provveditorati stessi non sanno quando potranno iniziare a chiamare gli insegnanti”. Nella riforma si fa riferimento a 47 mila assunzioni in preventivo già per settembre 2015, “ma in realtà sarebbero null’altro che rotazioni dovute al ciclo delle immissioni in ruolo, ovvero ai pensionamenti”, chiarisce la segretaria provinciale di Flc Cgil.
Coloro cbe sembrano però più a rischio sono i precari iscritti alle graduatorie di istituto, “che rimangono totalmente esclusi da questa legge, perché il piano prevede solo l’assunzione degli idonei residui del concorso del 2012 e lo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento. Delle graduatorie d’istituto non se ne parla assolutamente”.