Sindacati: insufficienti le proposte dell’azienda. Alla Mino si continua a trattare
Nell'ultimo incontro di giovedì 25 i rappresentanti aziendali hann aperto alla riassunzione di soli quattro dipendenti sui dodici a rischio mobilità. Altri tre potrebbero essere assunti da ditte esterne, ma i sindacati non si fidano "non ci crediamo perché tutto è rimasto troppo vago. Ed inoltre, i restanti cinque che fine farebbero?"
Nell'ultimo incontro di giovedì 25 i rappresentanti aziendali hann aperto alla riassunzione di soli quattro dipendenti sui dodici a rischio mobilità. Altri tre potrebbero essere assunti da ditte esterne, ma i sindacati non si fidano "non ci crediamo perché tutto è rimasto troppo vago. Ed inoltre, i restanti cinque che fine farebbero?"

“Il lavoro c’è, la Mino è in attivo. Non campiamo questa chiusura da parte dell’azienda. – dichiarano i sindacalisti della fabbrica – Non stiamo parlando di un numero esagerato di lavoratori per cui trovare un’alternativa potrebbe diventare obiettivamente arduo”. Salvare solo un terzo dei dipendenti a rischio licenziamento lasciando gli altri al loro destino è uno scenario che le Rsu della Mino non vogliono e non possono accettare. “Anche se si trattasse di un solo operaio il nostro ragionamento sarebbe lo stesso. Inoltre, perché in merito alle molto ipotetiche tre assuzioni da parte di ditte esterne non ci sono stati dati riferimenti in merito? Quali sono queste ditte? Perché i delegati aziendali non parlano chiaro e rimangono nel vago? Noi crediamo sia solo una mossa per illudere i dipendenti”.

A complicare la situzione anche il fattore tempo; al 6 agosto, data di scadenza del permesso retribuito a stipendio intero, manca poco più di un mese, se non si giungerà ad un compromesso dopo tale data scatterà la mobilità. “Per ora vogliamo dare all’azienda almeno una settimana di tempo per “metabolizzare” le nostre richieste; quasi certamente entro la fine della prossima settimana ci sarà un altro confronto. Se da questo non emergeranno valide alternative per tutti i 12 dipendenti gli scioperi riprenderanno”.