Holiwave Festival, “nessun rischio?”
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Holiwave Festival, “nessun rischio?”

A poco più di una settimana dall'edizione alessandrina dell'Holi Festival, si torna a parlare dell'iniziativa che si svolgerà in Cittadella. "Ci sono dei rischi per la salute? La Cittadella potrebbe subire danni?" Ma anche "e i Marò?"

A poco più di una settimana dall'edizione alessandrina dell'Holi Festival, si torna a parlare dell'iniziativa che si svolgerà in Cittadella. "Ci sono dei rischi per la salute? La Cittadella potrebbe subire danni?" Ma anche "e i Marò?"

ALESSANDRIA – Nelle grandi città di tutto il mondo è già diffuso da qualche tempo: stiamo parlando dell’Holi Festival Colour, manifestazione nato il 29 luglio 2012 a Berlino. Nello stesso anno la manifestazione tocca Dresda, Hannover e Monaco, avvolgendo i partecipanti, sempre più numerosi, in nuvole colorate. Dalla Germania, poi, l’Europa, anche se le radici della manifestazione affondando in India. “L’Holi Festival Of Colours – leggiamo nel sito italiano della manifestazione – avviene nel giorno successivo alla prima notte di luna piena del mese di Phalgun, ed è una delle più famose celebrazioni delle zone settentrionali dell’India. Durante questa festa le persone celebrano la vittoria del bene contro il male e l’inizio della primavera. In questo giorno, insomma, tutte le persone sono uguali e le caste del sistema indiano non hanno alcun valore“. 

Il prossimo 4 luglio, sabato, l’Holi Festival arriverà anche in Alessandria, con l’intento di colorare la città e portare un po’ dell’allegria che pare aver contagiato così tante persone nel mondo. La cornice che ospiterà la manifestazione è la Cittadella, storica fortezza che accoglierà i partecipanti all’evento con musica, street food e intrattenimento. Qualcuno, però, avanza qualche perplessità. “Io e il consigliere Sciaudone cii chiediamo, senza intento polemico ma solo a titolo informativo, come facciamo ad ogni manifestazione, qualche domanda tecnica- commenta il consigliere comunale Emanuele Locci – Vorremmo sapere se le polveri colorate non danneggeranno la struttura del ‘700, se è stata fatta una verifica per valutare l’idoneità della struttura. E poi ancora se il Comune darà un supporto o se sarà gestito dagli amministratori dell’evento, ma soprattutto se le polveri possano far male ai malati di Mcs (Sensibilità Chimica Multipla)”. Alle domande tecniche su sicurezza ed organizzazione, poi, si aggiunge una nota politica. “Ci siamo anche chiesti – spiega ancora Locci – se l’Amministrazione abbia preso in considerazione il fatto che l’India, da cui il festival arriva, attualmente detiene due militari italiani“. 

“L’amministrazione ha richiesto planimetria, transennature e certificazioni – ci racconta il consigliere comunale Francesco Di Salvo – e oltre alla sicurezza, gestita da una ditta privata alessandrina, sono ovviamente state chieste assicurazioni per danni a cose e persone. I colori – rassicura – sono composti per il 98% da amido di mais e per il 2% da coloranti naturali e sono interamente biodegradabili. Stiamo attualmente lavorando per completare tutte le richieste del caso, compreso un eventuale parere della commissione vigilanza. Insomma, personalmente continuo a credere che questa manifestazione meriti, soprattutto perché mi sembra ben recepita dalla popolazione alessandrina“. 

 
“Purtroppo l’ineguaglianza è ancora enormemente diffusa in molte parti del mondo – leggiamo ancora nel sito della manifestazione – e le persone meritano una festa dove la vita di tutti i giorni faccia un passo indietro per lasciare spazio alla pace e all’armonia, insieme. Una festa piacevole ed allegra, che lasci un forte ricordo ai partecipanti e a coloro che ne leggeranno o sentiranno parlare. Questo evento ha la forza di incoraggiare e promuovere direttamente l’uguaglianza e la tolleranza, avvicinando le persone tra loro“.

Borotalco allora, colori oggi
Accanto all’intento, nobile, di metter da parte per un giorno le disuguaglianze, c’è anche il coreografico effetto dei colori, nella città grigia per eccellenza. Una festa di polveri, a ben vedere, c’era già stata: era il 1950 quando, durante il Carnevale, ebbe inizio la “battaglia del borotalco”, soppressa l’anno seguente per le lamentele di alcuni. Molti anni dopo, tornano i colori, quasi a voler spiegare che tutto il mondo è, in fin dei conti, paese e che la voglia di divertirsi difficilmente conosce frontiere o età. Che lo spirito di Salvaneschi – l’ideatore della Guerra del Borotalco- sia tornato a farsi sentire? 
 
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