Eco bank: storia di 280 mila euro buttati
Il progetto pilota, nato con la precedente amministrazione e sponsorizzato dalla Regione, dopo alcuni mesi di grandi successi nella raccolta è stato miseramente accantonato. I due eco-compattatori in città sono chiusi da tempo. Lombardi: sono state fatte scelte sbagliate, noi avvieremo un nuovo progetto
Il progetto pilota, nato con la precedente amministrazione e sponsorizzato dalla Regione, dopo alcuni mesi di ?grandi successi? nella raccolta è stato miseramente accantonato. I due eco-compattatori in città sono chiusi da tempo. Lombardi: ?sono state fatte scelte sbagliate, noi avvieremo un nuovo progetto?
ALESSANDRIA – Sono costati 140 mila euro l’uno e avrebbero dovuto rappresentare un esempio in Italia di soluzione intelligente per migliorare la qualità della raccolta differenziata. Invece, ironia amara, sono diventati anch’essi rifiuti, che andranno in qualche modo smaltiti, con ulteriori costi da sostenere. Stiamo parlando degli eco-bank, compattatori di bottiglie di plastica e lattine costruiti in città durante l’amministrazione Fabbio, accolti entusiasticamente a livello italiano in fiere specializzate e riviste dedicate all’ecologia e al trattamento innovativo dei rifiuti (qui un esempio), e poi abbandonati a loro stessi.
Il sistema era molto semplice: il cittadino vi portava le bottiglie di plastica vuote o le lattine delle bibite, le inseriva nel compattatore e riceveva in cambio un buono da 2 centesimi per ciascun rifiuto conferito, da spendere presso supermercati convenzionati in città. Ad Alessandria le strutture installate sono state due, fra il 2009 e il 2011, in via Pietro Nenni e successivamente in piazza Fabrizio De André.
L’idea è sembrata da subito affascinante: essere pagati per i propri rifiuti, cosa chiedere di più? Infatti all’inizio tanti alessandrini hanno utilizzato il servizio, disposti anche a lunghe code per inserire tutte le proprie bottiglie vuote e ottenere il bonus. L’allora Amiu salutò il servizio con entusiasmo, sebbene i costi di gestione mensili non fossero proprio bassi: circa mille euro al mese per ciascun compattatore, pagati anche grazie al sostegno dei privati.
Poi qualcosa è andato storto e il servizio si è interrotto. Oggi gli ecocompattatori sono chiusi, sono stati presi di mira dai vandali, e l’Amministrazione fa sapere che non c’è l’intenzione di riaprirli, ma di sostituirli con un nuovo progetto, più conveniente.

Il progetto è però ancora in una fase di studio molto preliminare, come conferma anche Amag Ambiente, che non è in grado di fornire tempistiche su quando, eventualmente, il nuovo servizio sarà avviato: “servirà una gara ad evidenza pubblica per assegnare la nuova concessione – spiegano dal gruppo Amag – anche se sappiamo già che ci sarebbero realtà disponibili a offrire i nuovi eco-compattatori gratuitamente, con l’idea di finanziarsi vendendo spazi pubblicitari sui pannelli delle strutture. E’ però molto prematuro parlarne ora”.