Amianto: ecco “il trucco” per ottenere incentivi alla bonifica
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Amianto: ecco “il trucco” per ottenere incentivi alla bonifica

Circa il 6% degli edifici in città potrebbe avere il tetto con parti in amianto, con picchi del 30% nelle zone industriali. La bonifica è costosa e non sono previsti incentivi per la rimozione, ma è comunque possibile ottenere un contributo fra il 50 e il 65% della spesa sostenuta, ecco come…

Circa il 6% degli edifici in città potrebbe avere il tetto con parti in amianto, con picchi del 30% nelle zone industriali. La bonifica è costosa e non sono previsti incentivi per la rimozione, ma è comunque possibile ottenere un contributo fra il 50 e il 65% della spesa sostenuta, ecco come?

ALESSANDRIA – Il rapporto presentato da Arpa Piemonte sull’amianto in provincia parla chiaro, e certifica una situazione che si conosceva da tempo, anche se fa paura vederla rappresentata in maniera così netta e precisa, con tanti puntini rossi che compaiono sopra gli edifici cittadini. A far scattare l’allarme di Arpa, che censisce i siti da bonificare in tempo reale, aggiornando la mappa online con segnalazioni che consentono di ricostruire la situazione palazzo per palazzo, è la presenza in molti tetti di cemento-amianto, materiale alle indubbie capacità isolanti a lungo utilizzato in edilizia prima che se scoprissero gli effetti potenzialmente mortali (e purtroppo in alcuni casi e per un certo periodo anche dopo averlo scoperto). 

Come si vede nella ricostruzione grafica del nostro lettore e prezioso collaboratore Davide Notti, in città gli edifici coinvolti segnalati dal censimento Arpa sarebbero per ora circa il 6% del totale, con alcuni quartieri più colpiti di altri, a partire da quelli industriali, dove la quantità di edifici con parti in amianto raggiungerebbe anche il 30%. Alla diffusione dei dati non sono mancate le manifestazioni di preoccupazione da parte di tanti lettori e cittadini di Alessandria, spaventati dalla presenza del materiale potenzialmente mortale anche nei tetti di diversi scuole, nell’ospedale infantile, magari al proprio civico o a quello del palazzo vicino.

 
 
ll Movimento 5 Stelle sta discutendo al proprio interno di una mozione da presentare in Consiglio comunale, come spiega l’attivista Michelangelo Serra: “Qui si parla di coperture in cemento-amianto. L’amianto e’ dannosissimo pressoché in eterno e ne basta pochissimo per essere potenzialmente letale. Il cemento e’ invece cagionevole: dopo 30-40 anni inizia a sfaldarsi e a rilasciare fibra. Con velocità esponenziale, aumentando i costi e rischi di rimozione. Il mesotelioma e’ una malattia terribile, da evitare ad ogni costo. In una società con un minimo di cervello questo dovrebbe essere un problema prioritario di salute pubblica”.

In effetti il problema come ormai è noto non è tanto nell’amianto in sé, quanto nelle fibre che si possono sprigionare quando lo stesso, mescolato con altri elementi, si libera nell’ambiente, a seguito delle scarse condizioni di conservazione in cui si viene a trovare. Per questa ragione il primo passo delle bonifiche consiste nell’incapsulamento delle fibre di amianto, che vengono fissate in modo da non continuare a disperdersi nell’ambiente.

Arpa ha prodotto un vademecum che illustra tutti gli aspetti essenziali da conoscere rispetto alla presenza di amianto negli edifici.

Posto che l’amianto in città c’è (e anche nei sobborghi, come è possibile verificare dagli screenshot del sito Arpa realizzati da Michelangelo Serra), che fare dunque?

Claudio Lombardi, assessore all’ambiente del Comune di Alessandria, fa il punto della situazione, suggerendo anche una possibile soluzione per ovviare alla mancanza di incentivi: “la questione è seria e non va sottovalutata. Mentre per gli edifici pubblici deve intervenire lo Stato, sulle aree di pertinenza dei privati sono questi ultimi a dover provvedere alle bonifiche. In passato la Regione Piemonte ha dato degli incentivi, ma oggi non esistono contribuiti specifici e non è pensabile che un singolo Comune, già dissanguato dallo Stato con continui tagli ai trasferimenti, possa provvedere erogando incentivi in autonomia. Se si ha il timore che sul proprio tetto o su quello dei vicini ci sia dell’amianto, è possibile e necessario segnalarlo alla Polizia municipale o agli uffici comunali, che per prima cosa faranno partire una verifica per accertare se in effetti si tratti di amianto o di altro materiale che gli assomiglia, situazione che capita, per fortuna, non così di rado. La soluzione per chi deve bonificare può passare da un intervento che si configuri “come mirato a ottenere un vantaggio ambientale”, che è un tipo di ristrutturazione per la quale invece da parte dello Stato ci sono ancora incentivazioni in corso. Se durante la sostituzione del tetto si provvede a installare pannelli fotovoltaici o termici-solari, si ha infatti diritto a sgravi fiscali dal 50 al 65% della cifra spesa, oltre al beneficio oggettivo derivato dalla bonifica in sé e dalla produzione di energia da fonti rinnovabili. Ci muoveremo per organizzare di nuovo presentazioni pubbliche con Lega Ambiente, come già fatto in passato, per illustrare questa possibilità alla cittadinanza”.

Qui di seguito la situazione nei sobborghi: 

ASTUTI

CASALBAGLIANO E CRISTO

CASTELCERIOLO

GERLOTTI

SPINETTA SUD

SPINETTA NORD

VALENZA

VALLE SAN BARTOLOMEO

VALMADONNA

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