Tiziano: immondizia e recinzioni al posto dei parcheggi
Inaugurato nel 2012 con un intervento da 625 mila euro, il parcheggio Tiziano dopo pochi mesi avrebbe dovuto ospitare un nuovo terminal per il trasporto extraurbano: oggi è semideserto, recintato e sporco. Un "biglietto da visita" ben poco invidiabile per la città, simbolo di logiche statali intrise di sprechi e poco interesse per i cittadini
Inaugurato nel 2012 con un intervento da 625 mila euro, il parcheggio Tiziano dopo pochi mesi avrebbe dovuto ospitare un nuovo terminal per il trasporto extraurbano: oggi è semideserto, recintato e sporco. Un "biglietto da visita" ben poco invidiabile per la città, simbolo di logiche statali intrise di sprechi e poco interesse per i cittadini
ALESSANDRIA – Chi passa davanti al parcheggio Tiziano ogni giorni per recarsi in stazione sa bene quale sia la situazione. L’area dedicata alla sosta si divide in due ampie porzioni: una, a pagamento, è per gran parte costantamente vuota, mentre l’altra, un tempo dedicata alla sosta libera, è oggi chiusa e lasciata a se stessa, con il degrado crescente e la frustrazione dei pendolari che non possono permettersi un abbonamento aggiuntivo oltre a quello che già pagano per il treno.
Era marzo 2012 quando l’allora sindaco Piercarlo Fabbio inaugurava orgoglioso la nuova area di sosta adiacente al ponte Tiziano e alla stazione, insieme ai rappresentanti di Metropark, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce il parcheggio per conto di Sistemi Urbani, altra società del gruppo FS proprietaria del terreno.
L’area, prima a disposizione di residenti, cittadini e pendolari per postaggiare l’auto, era stata appena riconvertita, in parte, ad area di sosta a pagamento, dopo una “riqualificazione” degli spazi: il risultato fu quello di ricavare 303 posti auto con tariffazione oraria a 1 euro, o disponibili in abbonamento a 65 euro al mese, 40 per i pendolari. I lavori però, a detta dello stesso sindaco Fabbio, non si sarebbero fermati lì e nel giro di pochi mesi avrebbero portato alla creazione di un “Movicentro”, come ne esistono in diverse città in Piemonte, cioè un’area di scambio dedicata ai pullman del trasporto extraurbano. Per quel progetto la Regione finanziò il Comune di Alessandria erogando la somma di mezzo milione di euro. Niente però si è in realtà mosso: l’area non è mai stata realizzata, i soldi sono stati spesi per altro, e i lavori non sono neppure iniziati, tanto che appena insediatasi la nuova giunta guidata da Rita Rossa trovò una cartella esattoriale della Regione che richiedeva indietro quei soldi, restituiti dall’Amministrazione l’anno scorso, non senza molta fatica, vista anche la grave crisi di cassa legata al dissesto in corso.

In un contesto aziendale privato ci sarebbe probabilmente chi avrebbe interesse a rendere quell’area in qualche modo produttiva, ma essendo di proprietà statale, pare che il suo destino di abbandono a se stessa sia segnato. Ad aprire le braccia sconsolato è l’assessore Marcello Ferralasco, che racconta: “noi siamo impotenti perché la proprietà non è nostra. Possiamo solamente fare delle proposte sull’utilizzo dell’area, cosa che abbiamo già fatto anche in passato, e chiedere periodicamente che venga pulita. Capisco che i cittadini si lamentino e siano arrivate delle segnalazioni, anche sulla difficoltà di parcheggio in zona, ma cambiare le cose lì purtroppo non dipende da noi. FS possiede grandi ‘pacchetti’ di servizi simili aggregati per più città, perciò ha relativamente poco interesse a migliorare una specifica area se nel complesso la somma che ottiene dal bilancio complessivo le sembra accettabile. Quello che siamo riusciti a ottenere nel corso del tempo è stata una revisione delle tariffe iniziali, che Metropark ha concesso, sottolineando come in nessuna delle altre città in cui gestisce parcheggi si sia spinta tanto in là per andare incontro ai cittadini.
