Europa perduta? Risponde Ernesto Galli della Loggia
Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, e il professor Francesco Tuccari giovedì 11 sono stati ospiti dell'associazione Cultura e Sviluppo per parlare della grave crisi che sta attraversando il progetto europeo e delle contraddizioni interne all'Unione
Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, e il professor Francesco Tuccari giovedì 11 sono stati ospiti dell'associazione Cultura e Sviluppo per parlare della grave crisi che sta attraversando il progetto europeo e delle contraddizioni interne all'Unione

Moderatore della serata Stefano Quirico, docente di Scienze Politiche all’Università “A. Avogadro” di Alessandria; Quirico afferma che la ricchezza del libro di Galli della Loggia e di Amato “è data dal tentativo di far convivere due punti di vista differenti rispetto alla visione europeista, con l’idea di proporre qualche spunto di interesse e di prospettiva per l’Europa in questo periodo storico così instabile”. Due punti di vista diversi, appunto. Quello di Galli della Loggia assai critico e molto pessimista riguardo alla possibilità di poter sviluppare nel tempo un sentimento d’appartenenza solido e condiviso. Giuliano Amato, invece, “sostiene che per rilaciare il progetto europeo sia necessario conciliare l’identità nazionale ad un concreto sentimento comunitario ed europeista“.


Il professor Tuccari spiega invece qual è il pensiero di Giuliano Amato, secondo cui “il processo d’integrazione europea, ad un certo punto, ha subito rispetto al progetto iniziale un’involuzione intergovernativa, che di fatto ha ridato molto potere ai singoli Stati”. L’idea è quindi che il percorso di integrazione in realtà abbia portato la digregazione europea, facendo aumentare le ostilità tra gli Stati. Un concetto che combacia con l’analisi di Galli della Loggia. Ma qual è la soluzione secondo Amato? Sposare un vero progetto federalista, in cui sia presente un Governo centrale che decide su poche cose in relazione agli Stati membri, la federalizzazione dell’Europa deve necessariamente accompagnarsi con una crescita di coscienza europea