“Il buio oltre le stelle”, l’eterna lotta dell’uomo con l’oscurità
L'associazione Cultura e Sviluppo giovedì 4 ha ospitato l'ingegner Bruno Gardini, project manager della "missione Rosetta" e l'astrofisico prof. Amedeo Balbi. Si è discusso di stelle, comete e della sonda Rosetta, partita nel 2004 - ed atterrata lo scorso novembre - per studiare la composizione della cometa 67P
L'associazione Cultura e Sviluppo giovedì 4 ha ospitato l'ingegner Bruno Gardini, project manager della "missione Rosetta" e l'astrofisico prof. Amedeo Balbi. Si è discusso di stelle, comete e della sonda Rosetta, partita nel 2004 - ed atterrata lo scorso novembre - per studiare la composizione della cometa 67P

La prima cosa che notiamo quando guardiamo il cielo stellato è il buio; una domanda legata all’oscurità cosmica ha dato il via a tutta una serie di scoperte: perché il cielo di notte è buio, quando per tutta una serie di fattori dovrebbe essere uninformemente illuminato? “A trovare una prima soluzione al paradosso del cielo notturno non è stato un astronomo o uno scienziato, ma uno scrittore, ovvero Edgar Alla Poe” dichiara Balbi. Poe aveva compreso che l’universo non poteva essere eterno e che, molto probabilmente, “esistevano oggetti talmente lontani che la loro luce non poteva fare in tempo a raggiungerci”; l’Universo doveva aver necessariamente avuto un’origine. “Oggi sappiamo che quest’origine è iniziata con il Big bang 13,8 miliardi di anni fa”. Tramite una serie di teorie, una su tutte la teoria della relatività di Einstein (1915), oggi si stima che nell’intero Universo siano presenti qualche centinaio di miliardi di galassie, che a loro volta contengono qualche centinaio di miliardi di stelle. Se è vero che l’uomo è fatto della stessa sostanza di cui sono fatte le stelle, ovvero gli atomi, è anche vero che solo il 5% della materia presente in tutto l’Universo è fatta di atomi; “stiamo cercando di capire da cosa è composto il restante 95%” dichiara il prof. Balbi.

