Ad agosto a casa in 13; altro sciopero alla Mino
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Alessandro Francini  
6 Giugno 2015
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Ad agosto a casa in 13; altro sciopero alla Mino

Nell'incontro di mercoledì 3 tra sindacati e dirigenza non è stato trovato alcun accordo; l'azienda non ha intenzione di reintegrare i 13 dipendenti destinati alla mobilità. "Il lavoro non manca e le esternalizzazioni aumentano, questa decisione è assurda" dichiara Piercarlo Bina di Cub Alessandria

Nell'incontro di mercoledì 3 tra sindacati e dirigenza non è stato trovato alcun accordo; l'azienda non ha intenzione di reintegrare i 13 dipendenti destinati alla mobilità. "Il lavoro non manca e le esternalizzazioni aumentano, questa decisione è assurda" dichiara Piercarlo Bina di Cub Alessandria

ALESSANDRIA – Ieri mattina, venerdì 5, i dipendenti della Mino si sono riuniti in assemblea per discutere in merito alla decisione dell’azienda di aprire la procedura di mobilità per 13 operai del reparto macchine, da circa un anno e mezzo in regime di cassa integrazione ordinaria. All’assemblea è seguita un’ora di sciopero, dalle 9 alle 10, davanti ai cancelli della fabbrica.

La comunicazione da parte dell’azienda della messa in mobilità dei 13 dipendenti era giunta a metà maggio scorso, a questa era seguito lunedì 18 un primo sciopero dei lavoratori della Mino. “Oltre a confermare la mobilità – dichiara Piercarlo Bina, rappresentante del sindacato Cub Alessandria – l’amministrazione è intenzionata a sopprimere altri posti di lavoro in qualche modo collegati al reparto. Secondo noi ciò rappresenta una chiara volontà di ristrutturare drasticamente l’azienda, magari non nel breve termine, ma i segnali non sono certo incoraggianti”. A detta di Bina il lavoro non manca (“negli utlimi mesi stanno aumentando le esternazlizzazioni”) e il rifiuto, al momento categorico, di reintegrare i 13 dipendenti (uno dei quali andrà in pensione ad agosto) con la riqualificazione ad altre mansioni induce i sindacati a coltivare pessime previsioni.

Nella serata di mercoledì 3 giugno i portavoce di Cub, Fiom e Rsu si sono incontrati con alcuni rappresentanti dell’azienda, i quali non hanno lasciato aperta alcuna porta riguardo ad un possibile reintegro dei 13 operai, che entreranno ufficialmente in mobilità tra poco meno di due mesi. La Mino conta in tutto circa 130 dipendenti, 40 dei quali nel reparto macchine, mentre i circa 90 restanti fanno parte del settore impiegatizio. “Anche diversi dipendenti degli uffici collegati al reparto macchine sono da tempo in cassa integrazione, quindi temiamo altri provvedimenti simili in futuro” spiega Bina.

Per lunedì 15 è previsto un altro incontro tra i sindacati e i rappresentanti dell’azienda, a cui il giorno dopo farà seguito un’ulteriore assemblea dei dipendenti.
 

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