“La cultura in piazza”, una fiaccolata contro la riforma della scuola
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Alessandro Francini  
5 Giugno 2015
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“La cultura in piazza”, una fiaccolata contro la riforma della scuola

Questa sera, venerdì 5, a partire dalle 20,30 i sindacati della scuola daranno vita ad una fiaccolata per le vie del centro cittadino; parteciperanno insegnanti, personale Ata, studenti e genitori. "La vera scuola non si costruisce con l'autoritarismo ma con la democrazia, la collegialità e la contrattazione”

Questa sera, venerdì 5, a partire dalle 20,30 i sindacati della scuola daranno vita ad una fiaccolata per le vie del centro cittadino; parteciperanno insegnanti, personale Ata, studenti e genitori. "La vera scuola non si costruisce con l'autoritarismo ma con la democrazia, la collegialità e la contrattazione?

ALESSANDRIA – I sindacati della scuola continuano a bussare, ma nessuno sembra intenzionato ad affacciarsi dal portone del Miur per raccogliere le richieste di insegnanti e personale scolastico. Al passaggio in Senato della riforma sulla “Buona scuola”, e quindi alla sua possibile approvazione, manca davvero poco e più passano i giorni più sale il malcontento. Per lanciare un ulteriore segnale al Governo Renzi i sindacati del settore la sera di venerdì 5 giugno hanno organizzato a livello nazionale una fiaccolata alla quale hanno preso parte docenti, personale Ata, genitori e studenti. In Alessandria la manifestazione è iniziata in piazzetta della Lega per giungere sino in piazza Garibaldi e concludersi davanti alla Prefettura in piazza della Libertà; a sfilare uniti Flc-Cgil, Cisl Scuola, UilScuola, Snals-Confsal e Gilda.

Nella sede della Cisl di via Tripoli l’iniziativa è stata presentata giovedì 4, dai tre segretari provinciali Serena Morando di Flc-Cgil, Carlo Cervi di Cisl Scuola e Maria Grazia Bodellini di Snals-Confsal. Un’occasione per ribadire ciò che di questa proposta di riforma non piace; “noi non vogliamo solo dire no alla “Buona scuola”, ma vorremmo anche poter esporre le nostre idee e proposte, che peraltro abbiamo già presentato nelle poche possibilità avute nell’ultimo periodo ma che evidentemente sono rimste inascoltate” dichiara Serena Morando di Flc-Cgil. “La scuola deve essere liberata dalla stratificazione di pessime norme che da un ventennio si sono consolidate – continua la Morando – Noi crediamo che il Paese debba riflettere sul tipo di scuola necessaria ad attivare un vero progresso culturale oltre che economico”.

I sindacati chiedono inoltre che venga finalmente aperta una discussione sul rinnovo del contratto di lavoro, “che non firmiamo dal 2007 e che nel frattempo è scaduto da 6 anni”.  Qualche segnale positivo “dall’alto” è arrivato, come ad esempio l’annullamento delle donazioni private, “che avrebbe sfavorito le scuole situate in zone urbane o periferiche meno agiate rispetto a quelle del centro” afferma Carlo Cervi; ma per le parti sociale è decisamente ancora troppo poco. Tra le richieste, e proposte, dei sindacati c’è lo stralcio dal provvedimento del piano assunzioni del personale precario, così da avere più tempo a disposizione per revisioni partecipate e condivise. “Il personale precario non è solo quello delle graduatore ad esaurimento, ma esiste anche quello delle graduatorie d’istituto, che con questa riforma rimane escluso dal piano assunzioni” aggiunge Cervi. Anche gli albi territoriali devono essere rivisti. Questa nuova suddivisione della rete scolastica su base provinciale prevista per il 2015-2016 “potrebbe costringere madri e padri di famiglia a spostamenti illogici, anche di un centinaio di chilometri, che porterebbero evidenti e quotidiani disagi” (oggi la titolarità per i neo assunti a tempo indeterminato viene conferita sugli istituti scolastici).

Per creare una scuola di qualità, spiega Cervi, “le valutazioni devono essere effettuate sugli istituti e non sui singoli insegnanti, peraltro giudicati in maniera del tutto ambigua. Questo Governo non sembra avere nelle proprie corde il dono della mediazione, le nostre iniziative sono quindi diventate indispensabili e inevitabili”. Confermata l’astensione dalla prima ora degli scrutini; niente blocco “tout court” quindi, perché, “la legge sui servizi pubblici assistenziali vieta il blocco totale del servizio. Lo sciopero del personale docente coinvolto nelle operazioni di scrutinio avverrà nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e contrattuali, salvaguardando le legittime aspettative di studenti e famiglie”. Per il personale docente della scuola dell’infanzia, il personale educativo e il personale ATA lo sciopero si effettuerà nella prima ora di servizio (e nell’ultima, in caso di turno pomeridiano) delle giornate individuate per la scuola in cui presta servizio.  

La vera scuola non si costruisce con l’autoritarismo ma si fonda sulla democrazia, la collegialità, la stabilizzazione dei precari e la contrattazione”.

 

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