Di Masi a ruota libera fa il punto di fine stagione; e saluta Luca D’Angelo
La conferenza stampa di Luca Di Masi si apre con un elenco dettagliato di precisazioni e chiarimenti sulle questioni sollevate da stampa e tifosi subito dopo l'amara esclusione dai play off. Poi ufficializza l'addio di D'Angelo e dice la sua sulla vicenda Guazzo
La conferenza stampa di Luca Di Masi si apre con un elenco dettagliato di precisazioni e chiarimenti sulle questioni sollevate da stampa e tifosi subito dopo l'amara esclusione dai play off. Poi ufficializza l'addio di D'Angelo e dice la sua sulla vicenda Guazzo

Innanzitutto il bilancio della stagione, che assolutamente non vuol sentir definire negativo; “ad agosto non ho fatto promesse eclatanti, non ho annunciato promozioni immediate o campionati dominati. – dichiara Di Masi – Il quinto posto finale è comunque un risultato che ha ampiamente superato le aspettative estive. Se mi avessero detto che a gennaio saremmo stati in testa alla classifica probabilmente non ci avrei creduto. In questa stagione abbiamo costruito solide basi per poter ambire a traguardi più suggestivi”.
Luca Di Masi ce l’ha anche con chi, in qualche maniera, lo ha accusato di essere troppo “ultras” e poco presidente. Due ruoli che dice di saper distinguere molto bene; “essere tifoso dell’Alessandria è solo un valore aggiunto. In LegaPro pensare di fare il semplice imprenditore a mio parere è un’idea folle, anche perché i guadagni sono veramente minimi. Sono nato in curva e se ci vado è perché so che lì posso sfogare la tensione molto meglio che in tribuna. So scindere i due ruoli senza alcun problema, – aggiunge Di Masi – in determinate circostanze sono prima di tutto il presidente dei grigi, in altre il tifo e la passione hanno la precedenza”.
La lista dei simbolici “puntini sulle I” vira poi sulla teoria del complotto, secondo la quale la società non ha mai avuto reali intenzioni di arrivare in B, “cosa che sarebbe inspiegabile da parte nostra. Salire di categoria avrebbe portato vantaggi economici rilevanti e allo stadio bastano solo pochi ritocchi, assolutamente abbordabili, per poter essere a norma. Inoltre la Serie B è molto diversa dalla Lega Pro, una categoria che garantisce entrate ben maggiori”.

Capitolo stagione ventura: la parola d’ordine sarà “freschezza”, in primis per ciò che riguarda il mercato, che privilegerà “figure fresche ma di spessore, con un’età media più bassa rispetto a quella dell’ultimo campionato. Sicuramente 10-11 giocatori rimarranno, e verranno affiancati da profili giovani in grado di garantire un elevato tasso tecnico. Vorremmo inoltre integrare in rosa in maniera stabile uno o due giocatori della Berretti meritevoli di fiducia. Ad ogni modo la campagna acquisti verrà pianificata insieme al nuovo allenatore”. La notizia, nell’aria già dall’immediato dopo partita del 10 maggio, è quindi ora ufficiale: D’Angelo saluta la panchina mandrogna. “Voglio comunque chiarire che con il mister abbiamo lavorato benissimo. Umanamente è una persona meravigliosa. In questo anno e mezzo ci ha dato molto e lo ringrazio” afferma il presidente. Quando ci si lascia, però, spesso succede perché le mancanze dell’uno cozzano con le aspettative dell’altro. A Di Masi viene chiesto quali difetti del mister abruzzese non hanno convinto la dirigenza. La risposta è tipica di chi dice addio ad una persona di cui però conserva il rispetto; “forse ha peccato di un po’ di inesperienza, fattore che probabilmente lo ha condizionato negli ultimi due mesi, momento decisivo della stagione. E’ un testone, ma questo lo dice anche lui di se stesso. Lo stimo e gli auguro di trovare una sistemazione degna in questa categoria”.
Il gioco del nuovo mister dovrà essere “prima di tutto propositivo”, quindi più votato all’attacco rispetto a quello espresso dall’ormai ex allenatore. Forse anche questa caratteristica ha influito sull’inevitabile addio. Ufficializzato, intanto, il ritiro estivo a Bardonecchia, ma le date sono ancora da stabilire.

Infine una battuta sul Calcioscommesse, quasi inevitabile; “le vicende emerse negli ultimi giorni sono a dir poco inquietanti, i primi ad essere danneggiati sono proprio i tifosi che in questo modo vengono presi in giro, poi il sistema calcio in generale. Sinceramente non me l’aspettavo”.