Silvia, magie con la carta
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Silvia, magie con la carta

Abbiamo intervistato Silvia Barocelli, giovane alessandrina con un hobby particolare: realizza origami tridimensionali, componendo, come in un puzzle tridimensionale, i personaggi più svariati. Le abbiamo fatto qualche domanda, per sapere quanto è difficile diventare "maghe della carta"

Abbiamo intervistato Silvia Barocelli, giovane alessandrina con un hobby particolare: realizza origami tridimensionali, componendo, come in un puzzle tridimensionale, i personaggi più svariati. Le abbiamo fatto qualche domanda, per sapere quanto è difficile diventare "maghe della carta"

LIFE – Chi dice che la carta è una cosa semplice, anche un po’ noiosa, non ha mai conosciuto Silvia Barocelli. Giovane, giovanissima maga dell’origami, ha iniziato per curiosità per poi diventare, in poco tempo, davvero abile. L’abbiamo incontrata, per chiederle da dove sia nata questa idea e, soprattutto, quanto possa esseer complicato realizzare le sue creazioni.

A vederti all’opera si direbbe un gioco da ragazzi. Ma dicci la verità, quanto è difficile?
Non è complicato, ma serve indubbiamente molta, molta pazienza. Io mi sono avvicinata agli origami in 3D per caso, passando dagli origami tradizionali e “formandomi” grazie ai tutorial di Youtube. Un po’ di pazienza e molta, molta pratica dopo, eccomi qui: ho iniziato a guardare i tutorial in inglese, copiando passaggio per passaggio. Una volta acquisita dimestichezza, sono passata alle mie creazioni.

Cosa serve, per realizzare origami in 3D?
Innanzitutto bisogna fare una differenza: gli origami tradizionali sono fogli di carta piegati, mentre quelli tridimensionali, o modulari, hanno la particolarità di essere dei puzzle, incastrati e, almeno in teoria, quasi mai incollati. Servono fogli di carta A4, standard, meglio se colorati, in alcuni casi un po’ di colla, per tenere uniti i pezzi più piccoli. E ore di pazienza, a seconda di quel che si vuole realizzare. In occasione del Torino Comics ho iniziato, con l’aiuto degli Horror Bad Guys (che avevamo intervistato qui), a produrne in massa. Prima di assemblare i pezzi, però, bisogna creare i tasselli singoli. E lì sì, ci va davvero tanta pazienza.

Quali sono i tuoi “soggetti” preferiti?
Gli origami 3D si adattano a qualunque tema, anche se per esempio per Torino abbiamo investito molto sulle cose più nerd, dalle Tartarughe Ninja ai Minions, passando per i personaggi di Breaking Bad. Poi ci sono i conigli. Con loro, ho fatto il callo… 

In che senso?
Mi è capitato di realizzarne parecchi, circa una ventina, per regalarli all’Aae Conigli. L’associazione li ha poi venduti per avere fondi. E’ stato bello e, ammetto, dopo un po’ anche facile. Torino, invece, mi ha fatto sentire di più la pressione, un po’ perché era la prima esposizione, un po’ perché i personaggi erano diversi. 

E’ un hobby diffuso? 
In città ho conosciuto tre origamisti, che espongono anche in un negozio. In generale è più facile trovarne sul web, proprio per questo spero di poter registrare tutorial da caricare su un canale Youtube: per insegnare, in italiano, come realizzare tutti questi personaggi. In fondo è un passatempo che fa stare insieme: con gli Horror Bad Guys abbiamo piegato carta e bevuto the per tutto l’inverno…

Potete trovare Silvia nella sua pagina Facebook ufficiale, “Quella degli Origami”

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