Epilogo amaro: Greco e i pali spengono il sogno dei grigi
La partita ora si gioca anche nelle aule del tribunale per marchio e nome
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Fabrizio Merlo - sport@alessandrianews.it  
10 Maggio 2015
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Epilogo amaro: Greco e i pali spengono il sogno dei grigi

Solo 1-1 con il Venezia ed ai playoff vanno Pavia e Como, dopo che all'intervallo sembrava fatta. D'Angelo: "E' tutta colpa mia, il presidente mi ha dato grandi uomini e grandi giocatori ma ho proposto un 3-5-2 troppo scolastico."

Solo 1-1 con il Venezia ed ai playoff vanno Pavia e Como, dopo che all'intervallo sembrava fatta. D'Angelo: "E' tutta colpa mia, il presidente mi ha dato grandi uomini e grandi giocatori ma ho proposto un 3-5-2 troppo scolastico."

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ALESSANDRIA – C’è un senso di ineluttabilità, di volontà di opporsi al proprio destino già segnato in quanto accaduto ad Alessandria e all’Alessandria oggi: “Faber est suae quisque fortunae.” ovvero ciascuno è artefice della propria sorte come quanto ripetuto, quasi allo sfinimento, da Presidente, allenatore, giocatori e addetti ai lavori in una settimana intensa come quella di avvicinamento all’ultima di campionato contro il Venezia, e questo era scritto in un enorme striscione che occupava buona parte del rettilineo. Era stata tutto sommato una settimana carica di aspettative e sogni, perché se è vero che ciascuno è artefice della propria sorte era altrettanto certo che la sorte dei grigi dovesse passare dai tre punti obbligatori per centrare i playoff.

Per garantirsi quella vittoria si è ricorso anche alla cabala reindossando quella maglia bianca rossa con cui avevano steso all’andata il Venezia di Serena laureandosi campioni d’inverno, un traguardo che è distante solo diciassette partite ma che adesso sembrano secoli. Quando al 7’, però, Rantier, calcia di sinistro colpendo il palo interno con palla a danzare sulla linea di porta prima di terminare sul fondo, si capisce che non sarà una passeggiata. Passano altri 10’ e l’Alessandria ha la palla buona per cambiare le sorti del match. Punizione sulla destra con Vitofrancesco che serve Mezavilla, il colpo di testa del brasiliano viene intercettato con mano galeotta da Sales. Rigore ineccepibile con Rantier a spiazzare Fortunato. Ma il Venezia non è squadra facilmente arrendevole e al 25’ la punizione dal limite di Zaccagni si infrange sul muro grigio. Dura, invece, appena 37’ minuti la partita di Antimo Iunco. Problema alla coscia e sostituzione anticipata con Domenico Germinale a ripristinare il tridente offensivo spuntato dalla perdita dell’ex Trapani.

Se il primo tempo termina tra facce paonazze e maglie madide di sudore per il grande caldo di una domenica dalle temperature decisamente estive, i grigi partono subito a razzo nella ripresa. Il triangolo stretto tra Germinale e Vitofrancesco, porta Rantier a calciare con il destro. Il piede non è quello buono e la sfera finisce alle stelle a Fortunato impietrito. Ma i lampi offensivi non sono solo di marca grigia e dopo 5’ il Venezia ha la palla per il pareggio. L’errore di impostazioni di Mezavilla innesca la cavalcata di Greco che allarga sulla destra per l’inserimento di Zaccagni la cui mira lascia a desiderare. La fatica si fa sentire, il caldo pure e un ennesimo svarione in mezzo al campo di Obodo favorisce Giuseppe Greco il cui tiro, complice una sfortunata deviazione di Sirri, trova il pareggio che condanna l’Alessandria ad uscire dai playoff. La fortuna non sorride ai grigi nemmeno quando al 27’ Marconi si incunea alla perfezione tra le maglie difensive del Venezia colpendo da due passi in pieno la traversa ed alla fine nel tabellino saranno addirittura tre i legni colpiti dalla truppa di D’Angelo, due dei quali sotto la Gradinata Nord, che impietosa saluta il sogno playoff con un durissimo “D’inverno campioni, d’estate bidoni”. Il sogno dell’Alessandria e dei suoi tifosi, come molte altre volte, finisce sul più bello.

Non cerca comunque facili scuse Luca D’Angelo, che in sala stampa rilascia una dichiarazione a metà fra l’autobiografia e l’autodafé: “I miei genitori mi hanno insegnato a prendermi le responsabilità di ogni azione. Io sono l’unico responsabile di questa uscita dai playoff. Mi dispiace prima di tutto per la dirigenza e in particolar modo per il presidente Luca Di Masi che mi ha dotato di tutte le armi a disposizione per centrare un obiettivo non preventivato ad inizio stagione. Voglio chiedere scusa ai tifosi, perché abbiamo infranto un sogno importante e infine devo dire che mi dispiace per i miei ragazzi. Ho avuto uno spogliatoio composto da grandi uomini. Nella mia carriera ho conosciuto dei figli di puttana, qua ad Alessandria non ce n’erano. Ho avuto a disposizione uomini veri che daranno grandi soddisfazioni a questa città nei prossimi anni. Oggi sono qua per prendermi le colpe e per dire che sicuramente ho sbagliato io qualche cosa, come ad esempio il 3-5-2 troppo prevedibile nel finale di stagione ma che ho portato avanti in maniera troppo scolastica. Oggi ho visto uomini e ragazzi d’oro piangere negli spogliatoi e questo mi dispiace molto.”

ALESSANDRIA – UNIONE VENEZIA 1-1
Reti: pt 17’ Rantier rig., st 22’ Greco

Alessandria (4-3-3): Nordi 6; Sosa 6, Morero 5.5, Sirri 6, Sabato 6.5; Vitofrancesco 5.5, Obodo 5 (29’ st Taddei 6), Mezavilla 5.5 (10’ st Valentini 5); Rantier 6.5, Marconi 6, Iunco 6 (37’ pt Germinale 6). A disp. Poluzzi, Mora, Cavalli, Spighi. All. D’Angelo

Unione Venezia (4-3-3): Fortunato 6.5; Dell’Andrea 6, Espinal 6, Capogrosso 6, Sales 5.5; Zaccagni 6.5, Giorico 6.5, Callegaro 6 (27’ st Hottor 5.5); Varano 5.5 (19’ st Magnaghi 6), Guerra 6, Greco 7 (37’ st Chin sv). A disp. D’Arsiè, Hottor, Scialpi, Marton, Raimondi. All. Serena

Arbitro: Prontera di Bologna

Note Espulso Morero (45′ st) per doppia ammonizione. Ammoniti: Sirri, Sales, Morero, Giorico.

Calci d’angolo: 5-1 per l’Alessandria Recupero pt 2′; st 4′. Spettatori 2250 circa.
 

 

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