Tesoretto del comune: se le rose fioriranno
Preoccupava, allinizio dellattuale tornata amministrativa del Comune di Alessandria, lo squilibrio tra entrate ed uscite di partita corrente. Ora lo squilibrio denunziato sembra risolto e poiché la soluzione è passata attraverso gli anni finanziari che hanno seguito lesercizio 2012 (inizio legislatura Rossa)....
Preoccupava, all?inizio dell?attuale tornata amministrativa del Comune di Alessandria, lo squilibrio tra entrate ed uscite di partita corrente. Ora lo squilibrio denunziato sembra risolto e poiché la soluzione è passata attraverso gli anni finanziari che hanno seguito l?esercizio 2012 (inizio legislatura Rossa)....

Ritorniamo al punto. Ora lo squilibrio denunziato sembra risolto e poiché la soluzione è passata attraverso gli anni finanziari che hanno seguito l’esercizio 2012 (inizio legislatura Rossa) resta molto problematico non sottolineare la responsabilità meritoria dell’attuale amministrazione. Si prospetta addirittura la presenza di un “tesoretto” (anche le parole fanno notizia) presente nelle casse del Comune, in seguito ai sacrifici “lacrime/sangue” della città dissestata.
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Tuttavia la cosa più rilevante e la preoccupazione più urgente sarebbe il dare corso ad un’adeguata informazione sui pericoli che quanto faticosamente raggiunto non venga vanificato da incomprensibili legacci burocratici. C’è intento da constatare il solito scostamento tra le somme accertate in entrata e quelle realmente riscosse; sembra da notizie raccolte da persone informate che il rapporto si aggiri sul 75%, cosa quasi tranquillizzante se non ci fosse un ulteriore inghippo a provocare complicazione.
L’Amministrazione è sottoposta a sanzioni per il mancato patto di stabilità 2012, il bel regalo fresco fresco della giunta Fabbio a quella successiva; ora va precisato che per tali sanzioni esistono limiti e “tetti” stabiliti per legge, ma, guarda caso e chissà perché, non per il 2012: la legge pare aver dimenticato, almeno sullo specifico, che c’è stato un 2012. Mi chiedo se ciò risponda ai criteri di ragionevolezza: se il limite vale per il 2013 o il 2011 perché il 2012 ne viene escluso?
Resta il fatto che, stando così le cose, ci saranno problemi: o si risolve l’ incongruenza o sarà un problema la stessa predisposizione del bilancio di previsione 2015. Aggiungerei che le opposizioni oltre a gioire per le difficoltà che ne deriverebbero all’esecutivo (certe rinunce, per quanto ragionevoli, alla dialettica politica sono sconosciute) dovrebbero anche collaborare per adeguate soluzioni.
La città aspetta, sapendo bene però che, solo alla fioritura, si possono ammirare le augurabili rose.