Bilancio: il tesoretto c’è, ma è vincolato
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Bilancio: il tesoretto c’è, ma è vincolato

Passaggio in commissione per il rendiconto di gestione 2014, approvato dalla giunta. Locci: “c'è un ritardo rispetto alla legge, rischiamo il commissariamento”. Il documento contabile non sarà discusso in Consiglio oggi, giovedì, perchè manca il parere dei revisori dei conti. Abonante: “rispettato il patto di stabilità e un avanzo di 9,3 milioni di euro”, che però sono vincolati

Passaggio in commissione per il rendiconto di gestione 2014, approvato dalla giunta. Locci: ?c'è un ritardo rispetto alla legge, rischiamo il commissariamento?. Il documento contabile non sarà discusso in Consiglio oggi, giovedì, perchè manca il parere dei revisori dei conti. Abonante: ?rispettato il patto di stabilità e un avanzo di 9,3 milioni di euro?, che però sono vincolati

ALESSANDRIA – Se la battaglia non si può fare sui numeri, si fa sulla regola, che comunque non è questione di lana caprina. A lanciare il sasso durante la seduta della commissione bilancio, impegnata nel primo passaggio sul rendiconto 2014, adottato dalla giunta comunale di Alessandria, è stato il sempre più battagliero consigliere di minoranza Emanuele Locci. “Il documento è stato approvato dalla giunta il 28 aprile 2015. Secondo la Legge la Giunta avrebbe dovuto approvarlo 20 giorni prima di porlo in votazione in Consiglio Comunale e la data ultima per l’approvazione prevista dal Testo Unico Enti Locali è il 30 aprile. Siamo quindi nell’illegalità. Rischiamo il commissariamento? Chiedo ai revisori dei conti di indicare nel parere che dovranno esprimere una valutazione in merito”.
Il ritardo c’è, non si discute. Ma pare che nella stessa situazione ci siano parecchi comuni in tutto il Paese. Sono infatti cambiate le norme di compilazione dei bilanci, facendo accumulare ritardi in attesa di circolari attuative, criteri, delucidazione eccetera. “L’ente non è senza bilancio, questo è stato adottato dalla giunta”, fa presente l’assessore Giorgio Abonante, fuori seduta. Ed è stato convocato anche il consiglio comunale, ma il parere (obbligatorio) del collegio dei revisori arriverà solo la prossima settimana e, quindi, la discussione slitta.
Si torna ai numeri, quindi. E, dopo due anni di segni meno, compare un segno positivo. Il rendiconto 2014  chiude infatti con un avanzo di amministrazione di 9,3 milioni di euro e il rispetto del patto di stabilità. Scende la spesa corrente, anche se non in modo eclatante, e anche gli interessi passivi. “Grazie anche ai sacrifici dei dipendenti, che hanno fatto la loro parte nel diminuire gli sprechi”, sottolinea il consigliere Pd Fracesco Di Salvo. Cala, anche se di poco, la pressione fiscale, che passa da 790 euro pro capite a 711 euro.
Il “tesoretto”, quindi, c’è, ma non si può toccare. Lo spiegano il ragioniere capo Antonello Zaccone e l’assessore Abonante. Intanto, l’avanzo è stato reso possibile da un trasferimento di 11 milioni di euro nelle casse del comune da parte dell’Osl, organismo straordinario di liquidazione, quello che ha “governato” il dissesto. Deriva, appunto, dalle transazioni effettuate dall’Osl con i debitori e fornitori del comune dissestato.
Cinque milioni del fondo, però, sono vincolati a dirimere le future richieste dei creditori del Comune dissestato che non hanno accettato la transazione, tra cui il Cissaca. Gli altri finiscono su un fondo di assestamento e,in ogni caso, non potrebbero essere usati per spese correnti.  “Sono risultati che ci siamo ‘conquistati’ al termine di un percorso di risanamento. Inoltre, con il rendiconto 2014, riassorbiamo i disavanzi del 2012 e 2013”, fa presente Abonante.
Questa mattina torna a riunirsi la commissione bilancio, ma per l’approvazione delle modifiche sulle tariffe dei nidi sulla base di nuove fasce Isee.  Si parlerà di bilancio con l’arrivo del parere dei revisori dei conti.
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